Conto termico, la normativa

conto termico stufe a pallet

Il conto termico è un incentivo statale entrato in vigore dal 3 gennaio 2013 e creato per promuovere gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli impianti di climatizzazione a uso invernale. Il conto termico non è un incentivo erogato in forma di detrazione fiscale ma un vero e proprio rimborso in due rate erogate in due anni direttamente da parte del GSEgestore Servizi Energetici

Può accedere al conto termico solo chi deve sostituire un impianto di riscaldamento già esistente e poco efficiente. Il vecchio impianto di riscaldamento (alimentano a gasolio, olio combustibile, carbone o biomassa) dovrà essere sostituito con un nuovo apparecchio a biomassa, vale a dire termocamini termostufe come stufe a pellet camini a legno.

Come accedere al conto termico 
Per accedere al conto termico basta seguire una procedura online ed è necessario avere le seguenti documentazione da inserire nel portale del GSE (www.gse.it) entro e non oltre 60 giorni dalla data di fine installazione:

  • fattura di acquisto della stufa a pallet o termocamino
  • dichiarazione di conformità e fattura dell’opera di installazione del nuovo apparecchio
  • scontrino di acquisto di pellet con certificazione UNI EN 1491 classe A1 o A2, oppure scontrino di acquisto di legna da ardere

Quali stufe e impianti a biomassa possono accedere al conto termico?
Per poter accedere al conto termico bisognerà dotarsi di un apparecchio a biomassa efficiente, in grado di rispondere a specifici requisiti tecnico-ambientali. A tale scopo, al momento dell’acquisto della nuova stufa o del nuovo termocamino, assicuratevi che sia conforme alla normativa di riferimento così da poter usufruire degli incentivi messi a disposizione con il conto termico.

Conto termico e stufe a legna, certificazione
Le stufe a legna che possono accedere al conto termico devono essere cetificate per la conformità alla norma UNI EN 13240 (da verificare al momento dell’acquisto della nuova stufa a legna) e avere un rendimento termico utile maggiore dell’85%.

Conto termico e termocamini a legna, certificazioni
Possono accedere al conto termico i termocamini a legna solo in sostituzione ai camini aperti. In questo caso la certificazione di riferimento prevede la conformità alla normativa UNI EN 13229, da verificare al momento dell’acquisto del nuovo termocamino. Anche in questo caso, l’apparecchio dovrà vantare un rendimento termico utile maggiore dell’85%.

Conto termico e stufe a pellet termocamini a pellet, certificazioni
Assicurarsi ce l’apparecchio a biomassa (pellet) sia certificato secondo la normativa UNI EN 14785. Anche in questo caso, l’apparecchio dovrà vantare un rendimento termico utile maggiore dell’85%.

Caldaie a biomassa 
Possono accedere al conto termico anche le caldaie a biomassa fino a 500 kW con certificazione UNI EN ISO/EC 17025 che attesti la conformità alla classe 5 della norma UNI EN 303-5:2012. Per usufruire del conto termico, la nuova caldaia a buomassa dovrà avere un rendimento termico utile non inferiore a 87+log(PN) dove PN è la potenza nominale. Per le caldaie a biomassa con capacità compresa tra i 500 kW e 1000 kW, sarà necessaria una dichiarazione del costruttore in grado di attestare che quell’apparecchio possa vantare un rendimento termico utile non inferiore all’89%.

Dove reperire le certificazioni appena citate?
Le documentazioni che certificano i requisiti tecnici di stufe, termocamini e caldaie, saranno rilasciate direttamente dal costruttore dell’impianto al momento dell’acquisto.

Per accedere al conto termico, sarà inoltre necessario:
-dimostrare la sostituzione del vecchio apparecchio
-effettuare la manutenzione annuale del prodotto e degli scarichi da parte di personale qualificato e conservare le fatture.

La legge prevede che l’intera documentazione (certificazioni, domande, fatture…) siano conservate per un periodo di 7 anni.

Conto termico, calcolo 
La cifra erogata dall’incentivo del conto termico dipende dalla potenza del nuovo apparecchio, dal suo rendimento (come specificato in precedenza, il rendimento minimo è dell’85%), dalla quantità di emissioni rilasciate in atmosfera e dalla fascia climatica in cui viene installato.

Pubblicato da Anna De Simone il 19 novembre 2014