Come riutilizzare il riso avanzato

Come riutilizzare il riso avanzato: dalla gastronomia agli usi più disparati in ambiti diversi, ecco cosa possiamo fare con gli avanzi di riso.

Il riso è un alimento molto apprezzato e impiegato nella gastronomia internazionale in cucina; grazie a questo delizioso alimento possiamo realizzare ottime pietanze, partendo da primi piatti come risotti e timballi di riso, fino arrivare ai dolci. E cosa dire dei famosi dei tradizionali arancini siciliani?

Può succedere di avere qualche problema con le quantità di riso da calare in acqua, pertanto spesso ve ne può avanzare un bel pò: cosa fare? Il riso avanzato può rivelarsi una preziosa risorsa sia in campo culinario che estetico. In tutti questi casi, vediamo cosa fare con gli avanzi di riso.

Come utilizzare il riso avanzato, raccomandazioni

La prima cosa da fare è congelare il riso avanzato, magari in tante piccole monoporzioni, che potremo poi scongelare e riutilizzare al bisogno.

Come riutilizzare il riso avanzato in cucina

Il riso avanzato può essere riutilizzato in diversi modi! Possiamo per esempio, realizzare una torta di riso: basta aggiungere del latte e dello zucchero, impastare e infornare per una ventina di minuti.

Un’ altra idea carina e gustosa, consiste nel preparare delle gustose frittelle di riso. Ecco la ricetta. Aggiungere al riso delle uova (uno per ogni 200 g. di riso circa), insaporire con cannella o noce moscata. Lasciare riscaldare un filo di olio in una padella antiaderente, formare delle palline con il composto e lasciare cuocere per qualche minuto.

Il riso avanzato può anche essere utilizzato insieme ai legumi precotti. Basterà lasciar soffriggere della cipolla nell’olio caldo, aggiungere i legumi precotti e lasciarli cuocere per qualche minuto. Aggiungere il riso bianco avanzato e mescolare per bene. Cuocere il tutto per circa 10 minuti, ed ecco pronta la vostra zuppa di riso e legumi.

Un’ altra idea gustosa consiste nel realizzare dei gustosi arancini. Basta insaporire il riso con del sugo, prendere delle piccole porzioni di riso, lavorare leggermente con le mani e al centro aggiungere un pezzetto di provala, un trito di carne soffritta. Richiudere l’impasto a forma di piramide, per costituire la forma dei classici arancini, passare l’arancino nell’ uovo sbattuto poi nel pangrattato infine friggere per qualche minuto.

Come riutilizzare il riso, usi alternativi

Non molti sanno che il riso avanzato può essere impiegato anche in ambiti diversi da quello culinario. Ecco alcuni usi atipici e originali del riso, dalla pulizia degli oggetti alla cura del corpo. Prendete nota

Per la pulizia del viso

Il riso è un prezioso alleato nella pulizia del viso riso. In tal caso sarà necessario prendere l’abitudine di non buttare l‘acqua di cottura. Basta lavarsi il viso con questa acqua per beneficiare di tutte le sue proprietà benefiche. Ovviamente l’acqua dovrà essere a temperatura ambiente.

Per massaggiare i muscoli indolenziti

Il riso è un ottimo rimedio contro i muscoli indolenziti e per rilassarsi.  Qesto rimedio consiste nell’inserire all’interno di una calza di lana una manciata di riso avanzato ben caldo. Massaggiare sulle zone che si intende trattare.

Per pulire bottiglie e vasi

Se in casa avete oggetti difficili da pulire con le mani come per esempio bottiglie e vasi, potete ricorrere al riso. Basta versare dentro questi oggetti, una manciata di riso e aggiungere acqua e sapone. Il risultato sarà sorprendentemente efficace.

Per proteggere oggetti dalla ruggine

L’acqua di cottura del riso, già usata come trattamento di bellezza del viso, può essere riciclata per lucidare l’argenteria dall’ossidazione naturale. Il riso protegge anche i metalli dalla formazione della fastidiosa ruggine. Sarà sufficiente versare una manciata di chicchi nel cassetto degli attrezzi.

Per il cellulare

A chi non è capitato di far cadereil telefonino  in una pozzanghera d’acqua o peggio ancora nella tazza del wc? In questo caso dovete togliere la batteria e metterlo in un recipiente con il riso. Il cereale provvederà ad assorbire l’umidità.

 

 

Pubblicato da Anna De Simone il 23 febbraio 2017