Come moltiplicare rododendri e azalee

 

Rododendri e azalee
Meglio per propaggine che per talea

Le specie del genere Rhododendron, di cui fanno parte anche le azalee, si moltiplicano preferibilmente per propaggine piuttosto che per talea, perché è un metodo più facile, che permette di ottenere rapidamente piante adulte e che può essere eseguito in qualunque periodo dell’anno, compresa l’estate.

La moltiplicazione per propaggine dei Rododendri consiste nel piegare verso terra un giovane ramo della pianta-madre: una porzione di esso, tra il suo punto di origine e il suo apice (in questa porzione deve essere presente almeno un nodo) viene interrata e fissata al terreno con una forcella o con un uncino; infine ricoperta con uno strato di terriccio di almeno 5-8 centimetri.

Per facilitare l’emissione di radici, si pratica una incisione longitudinale sulla porzione di ramo che spunta dal terreno e che va sempre mantenuta verticale con l’aiuto di un tutore. L’operazione di propaggine può essere eseguita anche interrando il ramo in un vaso riempito di terriccio posto vicino alla pianta madre. Il terreno deve essere acido, non calcareo, umido e di medio impasto.

Con il sistema della propaggine in vaso, al momento del trapianto non ci saranno problemi perché basterà separare la pianta figlia dalla madre. Fino al momento del trapianto della pianta-figlia dalla pianta-madre bisogna avere cura di innaffiare bene e con regolarità.

Il genere Rhododendron, costituito da 500 specie di arbusti e alberi sempreverdi e a foglie caduche, comprende sia i rododendri propriamente detti sia le azalee, talvolta considerate un genere a parte. La siccità, come anche il freddo intenso, sono deleteri per queste piante, le cui foglie si arrotolano come sigarette e diventano pendule. In caso di siccità intensa serve annaffiare e fare pacciamature con torba e sfagno.

Pubblicato da Michele Ciceri il 25 luglio 2012