Come acquistare pellet buono, la guida

come acquistare pellet buonoi
La stufa a pellet rappresenta una soluzione valida nella scelta del riscaldamento domestico: è semplice da usare, poco ingombrante, sicura ed ecologica, ha un’elevata resa termica e soprattutto comporta meno spesa. Molto importante è la scelta del pellet; c’è quello di qualità e quello scadente! A tal proposito vi illustreremo come acquistare pellet buono seguendo le nostre indicazioni.

Come acquistare pellet buono, indicazioni utili
Il pellet si ottiene dalla compressione di residui di segatura vergine, derivante dalla lavorazione del legno.
Quando viene prodotto con l’esclusivo uso di appositi impianti, che sfruttano un componente proprio del legno, affinchè i residui si compattino, in questo caso è definibile di alta qualità. La pressatura garantisce, appunto, l’aumento del potere calorifico rispetto al legno naturale, dunque l’aumento della densità energetica e della capacità comburente. Un pellet invece che sfrutta l’uso di colle, non solo non fornisce l’attesa produzione di calore, ma è anche tossico per la salute e dannoso per le stufe.
Vediamo dunque cosa cercare sull’etichetta e quali accorgimenti adottare.

  • Al momento dell’acquisto, scartate le confezioni non completamente integre, o che appaiono gonfie e irregolari: possono contenere pellet impregnato d’umidità. Tale condizione fa perdere al prodotto gran parte del potere calorifico e al contempo aumenta i fumi emessi durate la combustione.
  • Leggete l’etichetta: deve riportare almeno il contenuto di cenere, l’origine del legno, il potere calorifico, la durabilità e l’eventuale presenza di leganti, nonché loro qualità e concentrazione. Il potere calorifico indica la quantità di energia termica che può sviluppare da un’unità di peso dello specifico prodotto. Tale valore deve attestarsi mediamente sui 4,5 kWh/kg, o ancora meglio sui 5,5 kWh/kg
  • Per quanto riguarda invece il residuo di cenere, assicuratevi che non ne contenga più dell’1%: essa non partecipa alla combustione e se è tanta, la stufa potrebbe intasarsi o non funzionare correttamente

Come acquistare pellet buono, tipo di legno
Il miglior pellet è quello composto da segatura vergine di faggio o di abete, riconoscibile facilmente dalla colorazione chiara: controllate l’etichetta e preferite le confezioni che riportano anche le certificazioni di qualità, le quali garantiscono che il pellet scelto non presenti, effettivamente, composti nocivi come collanti e formaldeide.

Come acquistare pellet buono, alcune prove a casa

  • Prima di fare la scorta invernale di pellet, acquistate una singola confezione, e una volta a casa versate una manciata in una ciotola piena d’acqua: se va a fondo è di qualità, se invece galleggia vuol dire che non ha l’adeguata densità, per cui è scadente; oppure, per risparmiare comprando interi bancali, affidatevi ai consigli dei vostri amici che hanno già avuto modo di testare la bontà di un particolare tipo di pellet.
  • Assicuratevi che nella confezione non vi siano molti residui polverosi: un buon pellet non ne lascia.
  • Assicuratevi che si presenti sotto forma di cilindri di grandezza regolare, con una superficie lucida e liscia
  • Bruciate un campione: una fiamma chiara e dalle sfumature bianche è sintomo di purezza, una fiamma scura, blu o accompagnata da scintille rivela la presenza di colle o di eccessiva aria.

Comprare pellet online

Talvolta gli acquisti online possono essere molto conveniente soprattutto se si tratta di grandi quantitativi. Vi abbiamo parlato della composizione del miglior pellet e ora vi proponiamo due alternative proposte in offerta sul sito di Amazon.

Per conoscere le offerte del momento, potete visitare “questa pagina Amazon“.

Da notare che sulla confezione d’acquisto, mostrata anche in alto, si legge la dicitura A1, la categoria migliore che certifica la qualità del pellet. Ancora, la potenza termica offerta da questo tipo di pellet è sui 5,5 kWh/kg. Per maggiori informazioni potete approfondire leggendo l’articolo-guida Come risparmiare con le stufe a pellet.

Pubblicato da Anna De Simone il 26 gennaio 2015