In vista di Expo 2015, in bici da Torino a Milano

torino milano

In vista dell’Expo 2015 potremmo assistere alla nascita di una progetto ciclabile capace di interconnettere le aree metropolitane di Torino e Milano. Il progetto dovrebbe collegare Torino e Milano mediante l’allestimento di alzaie di 5 canali irrigui nella pianura piemontese e lombarda, a partire dagli 82 chilometri del tracciato del canale di Cavour, fatto costruire proprio dal Conte nella metà dell’Ottocento.

Per verificare la fattibilità del progetto, un gruppo di testimonial e cicloamatori, partiranno sulle due ruote a pedali per un giro di avanscoperta. La partenza è fissata venerdì 30 maggio e il traguardo da raggiungere è l’area espositiva di Milano. L’iniziativa s’intitola “4 giorni su due ruote – E(x)plorando lungo il canale Cavour dalla Mole al Duomo” e vede la partecipazione di diversi enti promotori, a partire dal Parco del Po e quello del Ticino e Lago Maggiore;

l’iniziativa gode del patrocinio istituzionale del Padiglione Italia dell’Expo, e avrà inizio il 30 maggio fino a lunedì 2 giugno. L’itinerario prevede 4 tappe da 50 ai 70 chilometri l’una. Il tour ciclistico toccherà SAnthià, Vercelli, Novara e tutti i comuni che separano Piazza Castello (punto d’inizio) e l’area di Expo 2015.

Andrea Rolando, del Politecnico di Milano, che ha lavorato sul progetto insieme al Politecnico di Torino e al collega Riccardo Palma, spiega ai colleghi del Sole24ore.com «L’idea è quello di riavvicinare territori che, paradossalmente, con l’arrivo dell’alta velocità ferroviaria fra Torino e Milano, si sono allontanati. Come in un grande Central Park, che ha nel canale Cavour la sua spina dorsale. Noi lavoriamo su un orizzonte che parte dal 1° novembre del 2015, quando l’Expo sarà terminata. Con un progetto che vuole essere l’eredità del grande evento per il territorio e punta a toccare e coinvolgere quei padiglioni naturali che ci sono prima, ci saranno durante e resteranno dopo».

ciclabile expo2015

La proposta dell’itinerario a bassa velocità, una volta realizzato, guarda non solo all’Italia, ma anche all’incoming turistico dall’estero. «Perché – come spiega Ippolito Ostellino, direttore del Parco del Po e riportato dai colleghi del Sole24ore.com – la pista potrebbe essere inserita nelle rete delle ciclabili europee e potrebbe aprire, in Italia, un tipo di offerta che è molto diffusa in Paesi europei anche limitrofi, ma che da noi fatica ad affermarsi. Anche se rappresenta una via di sviluppo importante per la piccola economia locale».

A quanto pare, il progetto vorrebbe essere la colonna portante di quella che sarà una smart region: i cicloturisti potrebbero addirittura essere guidati attraverso un applicativo gps.

Pubblicato da Anna De Simone il 28 maggio 2014