Certificazione energetica degli edifici, la situazione italiana

Sappiamo bene cosa sono le classi energetiche degli edifici, si tratta di una certificazione così rilevante che dal primo gennaio del 2012 si è ben pensato di renderne obbligatoria la specificazione su ogni annuncio immobiliare. In Italia navighiamo in alto mare sia per la specificazione delle classi energetiche che per le normative riguardanti il tema del rendimento energetico nell’edilizia.

L’iniziativa è stata presa dalla Commissione europea che ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia Ue per non essersi pienamente conformata alla direttiva 2002/91/Ce, per intenderci, quella che riguarda il rendimento energetico degli edifici.

Cosa prevede la direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia e cosa l’Italia non sta facendo.
La direttiva è stata emanata dal Parlamento europeo e del Consiglio, il 16 dicembre 2002. Secondo tale direttiva gli Stati membri avrebbero dovuto applicare una metodologia di calcolo del rendimento energetico di tutti gli edifici e da qui, la nascita delle certificazioni energetiche degli edifici: gli stati membri hanno il dovere di effettuare ispezioni periodiche per controllare le condizioni dell’edificio, nello specificio, caldaie e condizionatori d’aria, le due apparecchiature domestiche più affamate di energia.

L’Italia, quattro anni dopo la direttiva, cioè nel 2006, ha già ricevuto un procedimento di infrazione. Dal 2006 a oggi, nonostante le numerosi lettere di costituzione in mora inoltrate alle autorità italiane, il nostro paese, dopo ben 10 anni, ancora non si è adeguato alla direttiva europea.

Certificazione energetica degli edifici, l’attesto
La direttiva prevede che l’attestato della certificazione energetica sia messo a disposizione del proprietario o del futuro acquirente o del locatario e tale certificato è previsto in ogni fase della vita di un’abitazione: dalla costruzione, compravendita o locazione. E’ da qui scatta l’obbligo di specificare la certificazione energetica sugli annunci immobiliari. Tale certidicazione può essere fatta da esperti qualificati o persone autorizzate con annesse ispezioni all’abitacolo.

Attualmente l’Italia non si è conformata con l’Ue e l’edilizia continua a non rispettare i criteri di rendimento energetico. Mancano le misure di attuazione relative alle ispezioni dei sistemi di condizionamento d’aria e in più, l’Italia non applica interamente la direttiva Ue, anzi, ha inserito deroghe all’obbligo, deroghe che non sono previste dalla direttiva Ue.

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Pubblicato da Anna De Simone il 27 aprile 2012