Cedro del Libano: legno e proprietà

Cedro del Libano

Cedro del Libano, un albero dalle importanti dimensioni e anche con un significato importante. E’ noto da tempi antichi e al centro di storie vere o leggendarie. Appartiene alla famiglia delle Pinaceae, tutte piante molto ornamentali e maestose, tra cui troviano oltre al nostro Cedro del Libano anche il cedro del Libano, il cedro dell’Atlante, il cedro Deodara e il Cedro di Cipro. Ci sono alcuni che ritengono gli ultimi tre, delle sottospecie della prima, non tutti gli esperti sono d’accordo.



Cedro del Libano: legno

Il legno di Cedro del Libano è particolarmente apprezzato perché massiccio e resistente, oltretutto è anche aromatico. E’ utilizzato per realizzare spesso mobili o elementi di arredo, e anche soprammobili, volendo.
Tolto il legno, il Cedro del Libano trova un impiego anche nella fitoterapia con le sue foglie e la corteccia che hanno effetti espettorante e antisettico.

Contro la psioriasi viene consigliato il macerato glicerico delle gemme di Cedro del Libano mentre il decotto ricavato con la sua corteccia è un ottimo anticatarrale e antibronchiale. Per approfondire gli usi e le caratteristiche del legno di questa pianta consiglio l’articolo Legno di Cedro per armadi.

Cedro del Libano

Cedro del Libano: proprietà

Conifera sempreverde originaria dell’Asia Minore, questa pianta può anche raggiungere i 30-40 metri di altezza quindi possiamo definirla una conifera XXL. La corteccia è scura, gli aghi di solito corti e verde scuro, raccolti in ciuffi.

Quando il Cedro del Libano è giovane, la sua chioma ha una forma piramidale ed è piuttosto densa, man mano che passano gli anni si trasforma in qualche cosa di più simile ad una forma ad ombrello. Ogni anno, ad ogni primavera, spuntano grosse pigne con l’apice appiattito, in estate maturano i semi, molto simili a scaglie.

Cedro del Libano

Cedro del Libano: radici

Le radici di questo albero sono molto grandi, intuitivamente, per supportarla in tutta la sua altezza, ma sono anche preda di parassiti che possono rovinarle ed indebolirle. Tra i nemici del Cedro del Libano c’è l’afide detto Cinara cedri che punge i germogli e può causare anche le necrosi di un intero ramo, anche la secrezione di melata danneggia foglie e rami mentre funghi e altri insetti se la prendono con foglie e corteccia. Il problema maggiore che possono avere le radici è quello relativo ai ristagni di acqua che le fanno marcire.

Cedro del Libano: potatura

Vista la loro longevità e le loro dimensioni, i Cedri del Libano non richiedono di potature periodiche se non in caso di manutenzioni per eliminare rami morti o malati. Di solito sa badare da sola, come pianta, al proprio equilibrio.

Certo, sta a noi non sistemarla in luoghi in cui, crescendo, potrebbe creare problemi o addirittura danni. Prima di entusiasmarci per il Cedro del Libano e comprarne uno per il nostro giardino, prendiamo le misure e soprattutto consideriamo le misure che raggiungerà fra una decina di anni.

Cedro del Libano

Cedro del Libano in Italia

Dal Libano, dall’Asia, questo cedro è arrivato in Europa alla fine del 1700, in Italia solo a inizio Ottocento, in particolare in Toscana per poi man mano diffondersi in altre aree. A Ferrara, come anche all’Isola della Maddalena, oggi possiamo ammirare esemplari di Cedro del Libano sa considerare veri e propri monumenti. Oltre che in patria, in Libano, questo albero spopola anche nell’isola di Cipro.

Cedro del Libano: prezzo

Una confezione di semi di Cedro del Libano da 20 pezzi costa 3,50 euro. Certo dal seme, per arrivare ad una pianta dalle dimensioni ammirabili, è necessaria molta pazienza ma non troppe attenzioni. E’ una pianta che se la sa cavare da sola e da sempre ha riscosso molto successo anche per questo.

I Fenici la usavano per la costruzione di navi, altri per realizzare case, palazzi e templi, gli Egizi ne apprezzavano la resina, molto profumata, perfetta per imbalsamare. Anche Greci, Romani, Babilonesi e Persiani hanno nella storia usato a modo proprio i Cedri del Libano riconoscendogli onestamente un ruolo da protagonista.

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Pubblicato da Marta Abbà il 15 maggio 2017