Catching Power, l’eolico silenzioso senza pale

Il vento ha svolto un ruolo importante nella storia della civiltà umana. Già 5000 anni fa, gli Egizi ricorrevano al vento per usare le barche a vela per attraversare il Nilo. Nell’era moderna il vento rappresenta una fonte sostenibile per la produzione di energia. Il settore dell’eolico sta riscuotendo successi sempre più importanti. In dieci anni, si è arrivati a una produzione di 100 Gw di energia eolica in Europa. Risultato sorprendente visto che nel 2000, infatti, si arrivava a malapena a 13 Gw.

A rendere l’eolico una fonte rinnovabile sempre più crescente nel mercato internazionale sono la creazione di impianti sempre più attenti alle problematiche ambientali e dell’avifauna. Gli impianti eolici sono stati da sempre al centro di dibattiti da parte di animalisti e ambientalisti in quanto tale strutture possono essere una minaccia per molti volatili, tra cui passeri, piccioni e rondini. Da non trascurare nemmeno il problema dell’inquinamento acustico.

In questa prospettiva Raymond Green ha progettato, alla veneranda età di 89 anni, un nuovo modello di turbina eolica senza pale, la Catching Wind Power (CWP). Grazie al suo innovativo design, potrà produrre  energia pulita dal vento e tutelare al tempo stesso la vita degli uccelli.

La Catching Wind Power è rappresentata da un grande cono posizionato al posto delle normali pale attraverso cui si potrà convogliare l’aria. Attraverso questo sistema innovativo (Cone Technology) brevettato da Raymond Green, si creerà in ingresso una forte compressione, tale da portare più potenza al moto della turbina.

L’uso di un cono di protezione, dove al’’interno sono montate le lame, impedirà agli uccelli di entrare in contatto con i rotori della turbina. Altro aspetto molto interessante è la quasi totale assenza di rumore della turbina eolica in rotazione, proprio grazie a quei coni di protezione che, non solo fungono da protezione per la vita dei volatili, ma  hanno anche la funzione di veri e propri silenziatori dell’impianto.

Pubblicato da Anna De Simone il 9 novembre 2012