Carenza di Vitamina D: cause e conseguenze

Carenza di Vitamina D

Anche una scarsa esposizione alla luce del sole può causare una carenza di vitamina D ma ci sono altri possibili motivi da prendere in considerazione. Quello che è da sapere è che non bisogna trascurare questo problema perché può anche causare dei problemi cardiovascolari. Meglio approfondire, quindi, perché a volte uno stile di vita sano può darci una mano e sistemare tutti i parametri.



Questa condizione di poca vitamina D può essere definita anche ipovitaminosi D può dipendere sì da una insufficiente esposizione solare ma anche da una dieta sbagliata oppure da delle patologie che riguardano i reni o il fegato. Anche alcuni farmaci possono causare un calo dei livelli di vitamina D.

Vitamina D: benefici

Perché è così importante la vitamina D per la nostra salute? Andiamo a vedere meglio perché questa vitamina associata sempre al sole, ha delle proprietà molto varie. Questo composto organico liposolubile ad esempio favorisce la crescita ossea nei bambini e in generale rinforza le ossa perché favorisce la deposizione del calcio a livello del tessuto osseo. Promuove l’assorbimento del calcio a livello intestinale e il riassorbimento di calcio e fosforo a livello renale, inoltre mantiene nella norma i livelli ematici di calcio e fosforo.

Per assicurarsi un buon livello di vitamina D è importante sì stare al sole ma anche mangiare in modo adeguato, seguendo una dieta ricca di alimenti con questa vitamina. L’olio di fegato di merluzzo ne è pieno ma ne esistono altri più gradevoli e quasi altrettanto validi.

Carenza di vitamina D: cosa

Per parlare di carenza è necessario da parte dei medici fare una valutazione oggettiva della situazione, serve quindi misurare i livelli sanguigni di calcidiolo, anche noto come 25-idrossicalciferolo. Questo disturbo può manifestarsi anche con la comparsa di rachitismo se accade a ragazzi, adolescenti e bambini, oppure con delle forme precoci di osteomalacia e osteoporosi, in età adulta.

Carenza di vitamina D: cause

Per evitare di restare con dei bassi livelli di vitamina D è sicuramente necessario prendere molto sole ma non basta. E’ essenziale anche mangiare in modo equilibrato. Detto ciò, non è facile stare molto al sole in alcune situazioni. Per chi abita in Italia può suonare strana la cosa ma proviamo a pensare a chi vive in zone molto distanti dall’equatore, ad esempio. Anche lo stile di vita conta e chi lavora in un ufficio al chiudo per molte ore, da mattina a sera, ha poche possibilità di stare all’aria aperta.

Una delle cause di scarsa vitamina D può essere anche un minore assorbimento intestinale. E poi ci sono le cause patologiche che possono riguardare le malattie epatiche o le malattie renali. Ci sono infine alcuni farmaci che vanno ad inibire il metabolismo di questa vitamina come ad esempio alcuni antivirali e alcuni farmaci anti rigetto.

Tutti noi siamo chiamati a seguire le indicazioni riguardanti stile di vita e alimentazione, ma a volte ci sono dei fattori di rischio che non dipendono strettamente da noi. I soggetti più anziani possono avere meno vitamina D perché la cute perde parte della sua efficienza produttiva. Anche la pelle scura può essere un problema in tal senso perché ha una minore efficienza produttiva cutanea. Malattie come osteoporosi e morbo di Crohn o celiachia, compromettono l’assorbimento della vitamina D e creano degli scompensi. Chi ha un bypass gastrico deve imparare a gestirsi perché la sua efficienza di assorbimento è più bassa della media.

Alcuni fattori di rischio sono in parte dipendenti da nostre scelte, invece, e possiamo intervenire. Ad esempio smettendo di fumare o mantenendoci ad un peso corretto e non bevendo in modo esagerato degli alcolici.

Vitamina D: dove trovarla

Concludiamo con una carrellata di cibi che contengono questa vitamina in modo che possiate subito correggere la vostra dieta in modo piacevole, se possibile. Non è semplice come con altre vitamine, questa ricerca, perché troviamo nella lista una serie di alimenti davvero difficile a partire dal primo che è l’olio di fegato di merluzzo. Poi si prosegue con i pesci grassi ( in particolare sgombro, aringa, tonno, carpa, anguilla, pesce gatto e salmone), ostriche e gamberi.

Chi non ama il pesce può contare su formaggi grassi, burro, tuorlo d’uovo, carne di fegato e funghi. Faccio notare che l’unica fonte vegetale di vitamina D sono proprio i funghi che diventano così essenziali per chi ha scelto di seguire una dieta vegetariana. Ci sono anche degli alimenti che possiamo trovare arricchiti da vitamina D e che potrebbero venire in nostro aiuto, soprattutto se non mangiamo pesce. Mi riferisco ad esempio al latte di soia, al latte di mucca, al succo d’arancia, ai cereali e alla farina d’avena.

Pubblicato da Marta Abbà il 2 Luglio 2019