Irrigazione delle piante acidofile

irrigazione acidofile

Irrigazione delle piante acidofile. Piante acidofile: dalle cure all’irrigazione per non apportare variazioni di pH al terreno. Come proteggerle dal caldo e tutte le istruzioni per la corretta coltivazione.

Le piante acidofile sono molto sensibili al calore e al surriscaldamento del terreno, ecco perché le irrigazioni delle acidofile svolgono un ruolo molto importante per la cura di queste piante.

Elenco piante acidofile: arbusti, alberi, erbacee, bulbose… sono moltissime le piante acidofile e tante già albergano nel nostro giardino. Le più comuni sono le ortensie, ma anche rododendri, azalee, kalmie, camelie… Queste piante hanno bisogno di irrigazioni puntuali e non fatte a casaccio!

Le radici sono molto facili ai danni del sole e soprattutto in estate, la salute delle acidofile è messa a dura prova, da un lato da parassiti e insetti che prosperano con le alte temperature e, dall’altro, dalle stesse alte temperature che rischiano di danneggiare l’apparato radicale e penalizzare la ripresa vegetativa e la fioritura.

Esposizione

Un primo consiglio per la coltivazione della acidofile e una irrigazione efficace, consiste nel coltivare queste piante in zone semi ombreggiate.

Se l’ombra non dovesse essere sufficiente, potete montare delle reti scure come quelle usate contro la grandine, dei graticci o montare tende provvisorie.

Potature

In piena estate, evitate di potare le acidofile perché andreste a esporre direttamente al sole le parti più interne e delicate della pianta che in genere non devono resistere ai raggi solari.

Fertilizzanti

Le acidofile, in estate, rallentano la crescita, non lasciatevi ingannare dai fiori… In questi mesi dell’anno evitate fertirrigazioni eccessive e soprattutto concimi ricchi di azoto; meglio fertilizzare con prodotti a base di fosforo e potassio che migliorano l’accumulo di sostanze di riserva per la pianta.

Pacciamatura

La pacciamatura rende più efficaci le bagnature del terreno e protegge le radici delle acidofile. Il materiale da preferire per la pacciamatura delle piante acidofile è la corteccia di pino che fornisce sostanza organica e mantiene il terreno umido. Non siate avari con lo spessore: disponete uno strato di corteccia di almeno 15 cm su tutta la base della pianta.

Irrigazione delle piante acidofile

Una buona irrigazione si esegue in sinergia con la pacciamatura così da ottenere un duplice beneficio usando unicamente l’acqua:

  • Bagnate il materiale pacciamante con dell’acqua a spruzzo (annaffiatoio, getto d’acqua superficiale, irrigazione a goccia), per regalare una riserva di vapore alla chioma che s’innalzerà nelle ore più calde della giornata.
  • Con una cannula, bagnate il terreno sottostante allo strato di pacciamatura in modo da raggiungere più facilmente l’apparato radicale.

L’acqua per irrigare le acidofile non deve essere quella del rubinetto perché troppo calcarea!

L’acqua calcarea tende a innalzare il pH del terreno rendendolo invivibile per le acidofile. Nell’ideale, l’acqua usata per irrigare le acidofile dovrebbe avere un pH uguale a quello del terreno.

Il calcare contenuto nell’acqua di irrigazione è il peggior nemico delle piante acidofile: si accumula e innesca malattie come la clorosi ferrica (causa ingiallimento delle foglie) e altre carenze nutrizionali.

L’acqua del rubinetto può essere appositamente “trattata” (addolcita) per poter diventare compatibile con la vita delle nostre acidofile. Per addolcire l’acqua d’irrigazione delle acidofile potete:

  • Aggiungere elementi acidi come un cucchiaio di aceto di vino ogni 10 litri di acqua. Dovreste far agire l’aceto per 12 ore prima dell’irrigazione. Irrigate senza rimescolare l’acqua e scartando il fondo dall’annaffiatoio dove i sali di calcio (calcare) si sono accumulati.
  • Potete proseguire con la filtrazione, aggiungete nell’annaffiatoio della torba bionda acida o della corteccia (aghi e pigne di conifere). Fate riposare l’acqua nel contenitore per almeno 24 ore e poi usatela per irrigare. Le pigne, gli aghi e le cortecce possono essere riutilizzate per una ventina di volte (20 volte per 10 litri d’acqua). Dopo l’impiego potete usare questi materiali (mezzo acidogeno) per la pacciamatura delle siepi.

In estate le acidofile vanno irrigate con costanza, senza lasciare che il terreno si asciughi completamente tra un’irrigazione e l’altra.

Pubblicato da Anna De Simone il 17 luglio 2016