Carbone vegetale: a cosa serve

carbone vegetale
Carbone vegetale, in polvere o in compresse, resta comunque nell’immaginario di molti un magico rimedio naturale per problemi di stomaco e intestino. Oltre che nei gravi casi di avvelenamento, che oltre che gravi spero siano anche rari,  è utilizzato da sempre in caso di gonfiori e cattiva digestione. Spesso, però, lo si “tira fuori dal cappello” proprio come fosse una “magica medicina naturale” senza sapere come agisce nel nostro corpo e quali sono le sue tante proprietà. Per non parlare delle controindicazioni: poche e blande ma ce ne sono.



Carbone vegetale in polvere

Il carbone vegetale, detto anche carbone attivo, è solitamente venduto in compresse ma esiste e c’è chi lo usa anche in cucchiaini, quindi, in polvere. In entrambe le forme, conserva allo stesso modo e applica su di noi il suo elevatissimo potere assorbente.

Ad oggi è usato soprattutto in ambito medico ed è essenzialmente la polvere ricavata da legna di pioppo, salice o altre varietà, carbonizzata senza fiamme. Senza fiamme significa che non si fa nel caminetto ma portando il legname a una temperatura oltre i 600 gradi in assenza di ossigeno. Prima che arrivi a noi come rimedio naturale, il carbone vegetale subisce altri processi di raffinazione per diventare più poroso perché così aumenta anche la capacità di adsorbire alimenti e sostanze tossiche.

Nel caso di emergenza, all’incorrere di intossicazioni, in polvere il carbone vegetale trattiene atomi e molecole nei suoi pori così da prevenire l’assorbimento da parte di noi umani di composti potenzialmente dannosi, o letali. Ma non si deve essere in pericolo di vita per beneficiare del carbone vegetale, basta avere piccoli problemi di aerofagia e meteorismo, gonfiore di stomaco, cattiva digestione e dissenteria per poter avere sollievo da questa sostanza nera nera. Con l’accortezza di assumerlo lontano dai pasti chiedendo sempre al medico. E’ naturale ma il fai da te è meglio evitarlo.

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Carbone vegetale come rimedio naturale

Abbiamo parlato del ruolo del carbone vegetale nella regolazione dei processi di stomaco e intestino, vediamo meglio come e quando agisce. Ad esempio limita aerofagia e meteorismo trattenendo i gas che trova nei suoi pori, riducendo quindi anche il gonfiore addominale reale o percepito.

Serve anche se avvertiamo acidità di stomaco: è spesso legata alla risalita dei succhi gastrici nell’esofago e il carbone vegetale li può trattenere. Questo effetto migliora anche l’alito cattivo spesso causato proprio dalla colonizzazione di batteri nel cavo orale. Meno noto l’effetto del carbone vegetale in caso di diarrea e colon irritabile ma anche così risulta un ottimo rimedio naturale perché limita gli effetti compattando le feci. Non ci spaventiamo se, assumendo con continuità carbone vegetale, deviano su tinte nere.

Carbone vegetale: posologia

Essendo sempre meglio sentire un medico per capire se assumere il carbone vegetale e perché, già che ci siamo la posologia possiamo farcela suggerire dallo stesso. Indicativamente, comunque, si parla di cicli di utilizzo di circ 2 o 3 settimane, con un rimo di 6/7 pasticche al giorno. Oppure lo stesso numero di cucchiaini. Per i bambini, meglio sentire uno specialista per le varianti di età, peso e periodo di crescita che stanno affrontando.

Io suggerisco comunque di sentire il medico in ogni caso prima di decidere di usare dal nulla questa sostanza naturale dato che può, una volta ingerita, può interferire non solo con l’assunzione di sostanze nutritive, ma anche con qualsiasi farmaco, riducendone gli effetti.

Si tratta di effetti collaterali blandi o del tutto nulli ma è consigliato da tutti il tenere la pastiglia o la polvere di carbone vegetale da prendere lontano dai pasti o dagli orari di trattamento. Sarà naturale ma come rimedio non è ottimo in caso di blocchi intestinali, appendicite o altre patologie occlusive di stomaco e intestino.

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Carbone vegetale per pane e pizza

Dopo le denunce recenti ricevute da alcuni panificatori italiani a seguito dell’utilizzo del carbone vegetale come additivo non autorizzato, sotto forma di colorante E153, nel pane, meglio fare chiarezza. Quello che sta emergendo, negli ultimi giorni, sarebbe un presunto tentativo di produrre e pubblicizzare pane nero al carbone vegetale come se quest’ultimo fosse l’ingrediente che ne aumenta la digeribilità anche se quello che va a variare è l’estetica.

I benefici sulla salute sono stati messi in discussione, la normativa in vigore di settore non consente inoltre l’utilizzo di alcun colorante sia nella produzione del pane che di prodotti simili sia negli ingredienti impiegati per prepararli.

Ad oggi il carbone vegetale è classificato come additivo quindi di regola non può entrare nella ricetta del pane. E’ proprio e addirittura lo stesso Ministero della Salute ha detto la sua. Ha ammesso la produzione solo di un ‘prodotto della panetteria fine‘ in cui agli ingredienti base si sommi il carbone vegetale come additivo colorante. Ovviamente sempre nelle quantità ammesse dall’Unione Europea.

Abbiamo detto “prodotto della panetteria fine” che per nessun motivo deve essere chiamato ed essere venduto come “pane”. Non è ammesso di conseguenza indicare nell’etichetta e nella pubblicità del “prodotto della panetteria fine” la presenza di carbone vegetale con il riferimento agli effetti benefici per l’organismo umano. Deve essere chiaro che, se impiegato in prodotti diversi dal pane dove è permesso, ha solo ed esclusivamente funzione di colorante.

 

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Carbone vegetale: dove si compra

Si trova il carbone vegetale in erboristeria ed in farmacia, ovviamente anche nelle parafarmacie. On line un prodotto che può fare al casi nostro, per il semplice, ammesso e consigliato consumo di carbone vegetale come integratore, è questo barattolo da 500 grammi di carbone vegetale. Una buona assicurazione contro problemi di stomaco e intestinali che dura e ci può far stare sereni.

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Pubblicato da Marta Abbà il 8 febbraio 2016