Cappotto termico isolante: quando conviene di più?

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Il cappotto termico isolante per migliorare l’efficienza energetica di un edificio è sempre un intervento impegnativo sul piano economico. Ci sono tuttavia delle occasioni in cui la convenienza è maggiore perché isolando l’involucro si riesce a ottimizzare altri interventi ‘necessari’ come di quelli di manutenzione. Vediamo quali sono i momenti in cui la valutazione di un cappotto termico diventa più conveniente.

La caldaia ha più di 15 anni. Magari è ancora in buono stato, ma se il generatore di calore ha superato questa età di sicuro necessita di una revisione per verificarne il buon funzionamento e l’efficienza. Anche i sistemi di regolazione e le pompe di circolazione potrebbero risultare obsoleti.

Se la situazione è questa, prima di intervenire sulla caldaia o di sostituirla, può essere conveniente valutare l’ipotesi del cappotto termico isolante. Con una diagnosi energetica si potrebbe scoprire che isolando l’involucro può bastare una caldaia più piccola che consuma di meno.

Si passa dal gasolio al gas con sostituzione della caldaia. Questo intervento, ancora più del precedente, è un’ottima occasione per prendere in considerazione un cappotto isolante. In questi casi non è raro che la diagnosi energetica riveli che a involucro isolato la potenza del generatore può essere ridotta del 50%, con un notevole risparmio sull’acquisto del nuovo generatore e sui consumi futuri.

Si prevede la manutenzione straordinaria della facciata o della copertura. In questo caso le spese fisse (montaggio dei ponteggi e delle impalcature) sono già a bilancio e i costi aggiuntivi di un cappotto termico riguardano solo l’applicazione del materiale isolante. Gli interventi di manutenzione come il rifacimento dell’intonaco o l’imbiancatura sono un’ottima occasione per riqualificare energeticamente l’edificio.

In inverno la temperatura interna è superiore ai 22°C e ai piani altri manca il comfort. In una situazione di questo tipo, indipendentemente da altri interventi che lo rendano più economico, il cappotto termico isolante va preso in seria considerazione  e, nel caso non sia possibile, anche un isolamento termico interno. Tenete presente che una temperatura maggiore rispetto a quella ottimale (di solito attorno ai 20°C) comporta un aumento dei consumi energetici stimabile in un 7% annuo per ogni grado di differenza. Una temperatura interna elevata e disomogenea è indice di un cattivo isolamento dell’involucro (la diagnosi energetica lo confermerà) e non contribuisce al benessere abitativo.

L’edificio è stato realizzato prima del 1976. Se la situazione è questa e se negli anni a seguire non sono mai stati fatti interventi straordinari di manutenzione che abbiano comportato l’isolamento delle pareti esterni e della copertura, è molto probabile che la qualità energetica dell’edificio sia scadente. Prima del 1976 infatti non esistevano leggi che obbligavano la verifica termica degli edifici. Anche in questo caso, indipendentemente dal resto, può risultare conveniente il cappotto termico isolante.

Il passo successivo sarà la scelta della soluzione isolante, in cui si dovrà tenere conto del fatto che il cappotto termico influisce in diversi modi sul comfort abitativo e di conseguenza è da preferire un cappotto termico traspirante. Anche le caratteristiche ecologiche e il bilancio energetico dei materiali sono un apprezzabile criterio di valutazione.

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Pubblicato da Michele Ciceri il 22 marzo 2014