Il Banco Alimentare: sfamare con gli sprechi altrui

Andrea Giussani

Dagli eccessi europei 58.390 tonnellate di alimenti e nella Giornata Nazionale della Colletta Alimentare altre 10.120 tonnellate: è quanto raccolto nel solo 2011 dal Banco Alimentare grazie ai 1.500 i volontari che dedicano il loro tempo a far sì che non i sprechi cibo inutilmente. Oltre a loro, anche le aziende possono dare una mano: per Andrea Giussani, Presidente di Fondazione Banco Alimentare Onlus, “abbiamo nel nostro DNA la collaborazione con il mondo delle imprese che ci aiutano anche a raggioungere target per noi lontani”.

1) Come e quando è nato il Banco Alimentare e con quale obiettivo e a beneficio di chi?

La prima Food Bank nasce nel 1967 a Phoenix negli Stati Uniti grazie a John Van Hengel, per poi diffondersi negli USA e in Europa con la Fédération Européenne des Banques Alimentaires (FEBA). In Italia nel 1989 nasce la Fondazione Banco Alimentare Onlus (FBAO) grazie all’incontro tra il Cav. Danilo Fossati, proprietario della Star, e Mons. Luigi Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione. La mission della FBAO è recuperare le eccedenze di produzione della filiera agroalimentare e ridistribuirle alle Strutture Caritative ad essa convenzionate che assistono le persone indigenti nel nostro Paese.

2) Come si è sviluppata la vostra attività con gli anni?

La Fondazione Banco Alimentare Onlus si è sviluppata sul territorio nazionale grazie all’interesse delle persone che hanno costituito nelle città italiane alcune realtà Banco Alimentare. Dal 2010 viene formalizzata la Rete Banco Alimentare, oggi costituita da 21 Organizzazioni Banco Alimentare e dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus che ne guida e coordina l’attività. Le organizzazioni condividono «le finalità e la concezione educativa della Fondazione, nonché le modalità operative dalla stessa adottate, creano con essa la “Rete Banco Alimentare” per la ricezione e la ridistribuzione delle derrate alimentari, nonché per la promozione degli scopi e delle attività della Fondazione» (Art. 2, Statuto Rete BA).



3) Quanto avete raccolto a oggi e quante persone oggi vi aiutano?

Nel 2011 la FBAO ha recuperato 58.390 tonnellate di eccedenze alimentari dall’Unione Europea, dalle Industrie Agroalimentari, dall’Ortofrutta, dalla Grande Distribuzione Organizzata e dalla Ristorazione Organizzata, ha inoltre raccolto 10.120 tonnellate di alimenti durante la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare (GNCA) e attraverso altre donazioni.

Sono 1.500 i volontari che dedicano il loro tempo alla nostra attività, di cui il 79% sono uomini, il 35% tra i 55 e i 65 anni, il 28% fra i 30 e 55 anni e il 27% oltre i 65 anni. Il 35% dedica stabilmente mezza giornata alla settimana, il 21% un giorno alla settimana, il 19% due giorni alla settimana. Oltre il 50% dei volontari dedica la sua attività alla selezione e all’allocazione dei prodotti, alla conduzione di veicoli e ai contatti con le Strutture Caritative convenzionate.

4) Ci sono zone del Paese o realtà particolarmente generose rispetto ad altre?

L’attività di recupero e raccolta di eccedenze alimentari è più facile nel centro e nord Italia rispetto al sud, per la maggior presenza di Aziende Agroalimentari, di centri della Grande Distribuzione Organizzata e di Centri Distributivi. Quindi il recupero di eccedenze è più consistente in queste zone del Paese rispetto ad altre ma semplicemente per la diversa organizzazione e localizzazione dei soggetti fondamentali per il loro recupero.

5) La Giornata Nazionale della Colletta Alimentare: da quando la fate, in cosa consiste e quale è stato l’ultimo risultato?

Nel 2011 la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare (GNCA) è arrivata alla XV edizione, infatti, la prima edizione della GNCA è stata nel 1997. Da allora ogni ultimo sabato del mese di novembre all’uscita dei supermercati ciascuno può donare parte della propria spesa a chi vive in povertà, consegnando gli alimenti ai volontari all’uscita dei supermercati aderenti. Nel 2011 sono state raccolte 9.600 tonnellate in 9.000 supermercati, grazie all’aiuto di 120.000 volontari e oltre 5.000.000 di donatori.

6) Siticibo: di cosa si tratta? Quante realtà sono coinvolte e come volete svilupparlo per il futuro?

Siticibo è un programma della FBAO, nato nel 2003 a Milano, a seguito dell’approvazione della Legge del Buon Samaritano e alla collaborazione con Cecilia Canepa. Lo scopo del programma è recuperare il cibo cotto e fresco in eccedenza nella ristorazione organizzata e, dal 2009, dai punti vendita della GDO. Il servizio di recupero è quotidiano e viene effettuato grazie a volontari che attraverso una rete logistica di furgoni attrezzati trasferiscono le eccedenze alimentari dalla GDO o dalle mense aziendali e scolastiche alle strutture caritative.

Il programma è ormai sviluppato in 12 Organizzazioni Banco Alimentare, rispettivamente: Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige, Vento, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo Puglia e Sicilia (Catania e Palermo).

7) Avete collaborazioni con Aziende? Nespresso è stata una partnership per voi proficua? Quanto vi ha fruttato e come proseguirà?

La Fondazione Banco Alimentare Onlus ha nel proprio “DNA” la collaborazione con il mondo delle imprese. Basti pensare che uno dei co-fondatori fu il Cavalier Danilo Fossati, fondatore e Presidente della STAR Spa. Collaboriamo sia con le aziende della filiera agro-alimentare, che donano eccedenze alimentari, sia con aziende di settori diversi con le quali realizziamo progetti di raccolta fondi di vario tipo: dal co-marketing al volontariato d’impresa fino alla sponsorizzazione di eventi.

La collaborazione con Nespresso è nata nel 2011 e per noi è molto importante poiché, oltre ad avere risvolti in termini di raccolta fondi, ci consente di avere grande visibilità sui media, colpendo target che difficilmente potremmo raggiungere.

Intervista a cura di Marta Abbà

Pubblicato da Marta Abbà il 6 luglio 2012