Agricoltori, organizzazione con più di 15 mila soci

15.351 agricoltori che coltivano 79.200 ettari di superficie per produrre 868mila tonnellate di frutta e ortaggi. La politica dei grandi numeri approda finalmente nell’ambito agricolo dove due organizzazioni di produttori uniscono le loro forze sulla scia dell’Alleanza per le cooperative italiane.

Il panorama agricolo italiano, finalmente, può contare grandi numeri, a partire dal settore ortofrutticolo dove Finaf e Gruppo Mediterraneo, le due principali organizzazioni di produttori, hanno unito le loro forze per dar vita a una maxi aggregazione europea che conta un valore di produzione commerciale di circa 1,4 miliardi di euro.

Le due Associazioni di organizzazioni di produttori, hanno due differenti bandiere, infatti la Finaf aderisce a Fedagri-Confcooperative e il Gruppo Mediterraneo appartiene al colore della Legacoop Agroalimentare. I due gruppi hanno deciso di lasciarsi alle spalle queste differenze per poter contare su un’ampia gamma di prodotti composta da più di 100 referenze. Nel complesso, i prodotti rilasciati da questa unione, rappresentano il 27% del raccolto italiano di pere, il 25% del raccolto di pomodoro da industria, il 20% di kiwi e il 14% del raccolto delle pesche e nettarine.

La Finaf ha sede a Villanova di Castenaso (Bologna) mentre il Gruppo Mediterraneo ha sede a Cesena. Il gruppo nato si chiama Aop Finaf e nella parte sociale comprende 22 organizzazioni nella produzione di ortofrutta fresca e trasformata, produttori che operano nelle aree di Italia e Francia.

Nel nostro Paese, le organizzazioni di produttori si concentrano principalmente in Emilia Romagna, le altre si trovano disseminate su tutto il territorio dalla Lombardia alla Sicilia, senza escludere Marche e Puglia. Le organizzazioni di produttori francesi, si trovano quasi esclusivamente a Nimes e a Bias.

«La nascita della nuova Aop Finaf – hanno spiegano Roberto Cera, presidente di Finaf, ed Enzo Treossi, presidente di Gruppo Mediterraneo – consente di raggiungere significative economie di scala e migliorare ulteriormente l’efficienza gestionale per garantire una migliore redditività ai produttori associati. Grazie a questa fusione sarà infatti possibile sviluppare importanti sinergie tecniche e operative e definire strategie comuni tra le Op associate, così da valorizzare al massimo la produzione. Tutto questo anche attraverso la gestione di un Programma operativo che potrà contare su un Fondo di esercizio di oltre 130 milioni di euro»

Per l’agricoltura itliana, non è più tempo di divisioni, le unioni aiutano soprattutto se accompagnate da fondi economici e strategie che possono migliorare ogni passo della filiera di produzione. Il gruppo ha lo scopo di assicurare alle aziende agricole un’adeguata remunerazione. Purtroppo la volatilità dei prezzi troppo spesso uccide il mercato agricolo, e le aziende agricole italiane per sopravvivere alle multinazionali, devono tentare di tutto.

a cura di Anna De Simone

Photo Credits | earthmarkets.net

Pubblicato da Anna De Simone il 1 marzo 2012