Gli acquisti verdi piacciono, se sono davvero verdi

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I consumatori sono favorevoli agli acquisti verdi e sono disposti a pagare di più i prodotti ecocompatibili, a patto di avere la certezza che i prodotti verdi lo siano davvero e non si tratti di solo marketing. A dirlo è un recente sondaggio della Commissione Europea su 25.568 persone di 28 stati membri della UE (l’indagine, per chi la vuole leggere, si intitola ‘Attitudes of Europeans towards building the single market for green products’).

Nel dettaglio, l’80% del campione ha affermato di essere disposto a fare acquisti verdi di prodotti ecosostenibili anche se questi hanno un prezzo maggiore rispetto a quelli che ‘verdi’ non lo sono. La maggioranza del campione è infatti convinta che l’acquisto di prodotti green possa fare molto per l’ambiente (89% del campione) e che essi abbiano la stessa qualità degli altri.

I consumatori chiedono però chiarezza ai produttori. Gli acquisti verdi piacciono solo a fronte di credenziali ecosostenibili certe. Ed è qui che casca l’asino. Solo poco più della metà degli intervistati dice infatti di ricevere informazioni esaustive sull’impatto ambientale dei prodotti che acquista e utilizza.

Un problema per i consumatori è la disomogeneità delle informazioni riportate sulle etichette dei prodotti. Gli interessati agli acquisti verdi dichiarano di trovarsi in difficoltà perché le informazioni green fornite dai diversi produttori non sono uniformi e questo rende difficile comparare i differenti prodotti.

La cosa grottesca è che questa situazione danneggia non solo i consumatori ma anche i produttori, vanificando gli sforzi verso gli acquisti verdi. Se un produttore vuole mettere in evidenza le proprie performance ambientali, si trova di fronte a ostacoli come l’esistenza di diverse metodologie promosse da diverse organizzazioni pubbliche o private per la misurazione delle credenziali ambientali.

Ecco perché, in tema di acquisti verdi, la Commissione Europea sta lavorando per favorire un mercato green unico armonizzando le modalità di misurazione dell’impatto ambientale dei prodotti. Questo aumenterebbe la fiducia dei consumatori ma anche delle aziende e degli azionisti, e favorirebbe gli acquisti verdi.

C’è infine il tema della diffidenza a ostacolare gli acquisti verdi. Lo studio UE rivela infatti che molti consumatori diffidano di quanto i produttori affermano in merito alle proprie performance ambientali e chiedono report dettagliati e informazioni su come questi aspetti vengono sviluppati e monitorati.

Una best practice nell’ambito degli acquisti verdi che riguardano le soluzioni per la stampa e il production printing può essere considerato il Sustainability Optimization Programme di Ricoh all’interno della propria strategia di Total Green Office Solutions. Si tratta in sintesi di un insieme di tecnologie, di metodologie e di servizi che consentono di conseguire importanti traguardi ambientali ottimizzando la gestione dei documenti e dell’infrastruttura di stampa. Non a caso, il Sustainability Optimization Programme è ccreditato dall’ente BSI, British Standards Institution.

Pubblicato da Michele Ciceri il 14 novembre 2013