Uva sotto spirito: come si prepara?

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Le varietà di uva che si prestano meglio alla conservazione sotto spirito sono quelle ad acini grossi, per esempio Italia, Regina e Zibibbo. Più gli acini sono grossi e più saranno gustosi una volta aromatizzati dall’alcol e dalle spezie che si usano per questa preparazione.

Di uva sotto spirito viene la voglia soprattutto d’inverno, ma è tra la fine dell’estate e l’autunno – con la piena maturazione dei grappoli – che si deve provvedere alla preparazione di questa leccornia.

Una volta pronti, i vasetti di uva sotto spirito si potranno consumare durante tutto l’anno e l’anno dopo ancora (si possono conservare a lungo) anche d’estate per vivacizzare molti dolci e soprattutto il gelato. Se i vostri ospiti non sono astemi, farete bella figura.

Come si prepara l’uva spirito. Gli acini belli grossi vanno staccati uno a uno e forati con uno spillo ben disinfettato. Questa operazione serve ad evitare che gli acini si spacchino e ne salvaguarderà la croccantezza.

Eseguita la foratura, gli acini d’uva si distribuiscono in recipienti di vetro a bocca larga, avendo cura che siano pulitissimi e che abbiano una chiusura ermetica.

Un tempo si usavano molto i barattoli di vetro con la chiusura a gancio  e la guarnizione di gomma, oggi però sono più pratici (e anche meno costosi) quelli con la chiusura a capsula.

Attenzione: considerato che avrete scelto gli acini grossi, i vasetti non devono essere troppo piccoli, diciamo non meno di 400 ml per avere un buon contenuto. La forma tonda o molto stondata è la più indicata.

A questo punto si aggiungono, vaso per vaso, i seguenti ingredienti:

alcol al 75% (quanto basta a riempire il vasetto);

  • cannella (per un barattolo da 400-500 ml ne servirà un’unghia);
  • chiodi di garofano (un paio per la quantità di cui sopra);
  • zucchero (il 10% del peso totale).

Una volta riempiti a dovere, i vasetti di uva sotto spirito vanno riposti al buio e controllati periodicamente per aggiungere, se necessario, altro alcol. Una parte della soluzione alcolica tenderà infatti a svaporare e va reintegrata se si vuole che la ‘cottura’ degli acini risulti omogenea.

Esistono anche altre ricette per la preparazione di uva sotto spirito, ma questa che vi abbiamo descritto (tradizionale e collaudata) è l’unica che non altera la qualità originaria e il sapore dell’uva.

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Pubblicato da Michele Ciceri il 3 giugno 2014