Testa di rapa? Grazie!

rapa

Se vi dicono che siete una testa di rapa non offendetevi. Anzi, siate lusingati di essere stati accomunati a un vegetale che ha tantissime virtù.

La rapa ha un sapore delizioso, anche se alcuni non lo sopportano, ed è ineguagliabile come contorno a certi piatti (gli arrosti per esempio). Ma soprattutto la rapa ha molte proprietà nutritive e altrettante virtù medicinali.

Da dove arrivano le rape? Dalla grande famiglia dei cavoli (dunque non offendetevi nemmeno si dicono testa di cavolo) e in effetti sono dei cavoli un po’ strani che si sviluppano ‘tutto in radice’ o ‘tutto in semi’ (dipende dall’ambiente) anziché in foglie.

Esistono diverse varietà di rapa che si differenziano per la forma della radice. Le più conosciute sono cinque, tre a radici rotonde e voluminose (la rapa propriamente detta, il cavolo rapa e e la rutabaga) e due con radici sottili (colza e ravizzone).

Escluso il cavolo rapa che appartiene a una specie diversa, di quelle del primo tipo si usa la radice sotterranea piena di elementi nutritivi; delle altre si usano i semi come mangime per il bestiame o per ricavarne un olio, l’olio di colza, che è anche un biocarburante.

Se decidete di coltivare rape, cosa molto semplice, ricordatevi di non usare mai insetticidi aggressivi. Il motivo è presto detto: i fiori di colza non sono autofecondanti e dipendono totalmente dalle api per l’impollinazione. Se si eliminano questi preziosi insetti, tutto il raccolto andrà in fumo.

La radice di rapa è particolarmente ricca di vitamine, zuccheri e sali minerali. Se la grattugiate e la lasciate macerare nel latte addolcito con il miele avrete un ottimo sciroppo naturale contro la tosse e un coadiuvante in caso di bronchite.

Sciroppo di rapa. Oltre al latte contro la tosse, è possibile prepararsi da soli un ottimo sciroppo di rapa. Fate così: scavate molto in profondità una rapa piuttosto grossa e riempitene la cavità con zucchero candito o con del miele. A questo punto appoggiate la rapa sopra un bicchiere e aspettate che lo sciroppo attraversi da solo la polpa.

Pubblicato da Michele Ciceri il 27 giugno 2014