I danni degli scarichi industriali

Chi transita in zone industriali conosce bene quelle terribili fumate nere. Non bisogna essere dei medici per capire quanto fanno male alla salute umana e non bisogna essere degli ambientalisti per essere indignati. Non capisco come le società riesce a mantenere la calma pur sapendo che a pochi chilometri dalla propria abitazione esiste un sito industriale capace di provocare cancro e malattie respiratorie. Gli sbuffi neri che fuoriescono dai tubi di scarico di numerose imprese creano grossi problemi di salute pubblica e hanno un impatto nefasto sul riscaldamento globale.

La fuliggine che esce dai tubi di scarico ha il nome scientifico di “black carbon“, è prodotta da quasi ogni tipo di combustione e si stima una produzione annua mondiale di 8 milioni di tonnellate di black carbon. Mentre sono ben noti gli effetti dei gas di scarico industriali sulla salute pubblica, fino a oggi si sottostimavano i danni ambientali diretti sul clima.

Le particelle di fuliggine arrobono la radiazione solare e trasmettono calore all’atmosfera con un chiaro effetto di riscaldamento climatico. Il Hournal of Geophysical Research: Atmosfpheres ha pubblicato uno studio condotto da un team di ricercatori provenienti da 29 università ed enti di tutto il mondo. L’impatto climatico del Black Carbon è terrificante.

I ricercatori hanno analizzato i processi cui va incontro il black carbon. La fuliggine assorbe la luce solare, influenza le nubi, si deposita su ghiaccio e neve e ne modifica le proprietà riflettenti… in altre parole, la ricerca ha concluso che l’effetto che ha il black carbon sul clima è circa il doppio di quello che si riteneva.

In una calssiffica dei peggior nemici del clima, la fuliggine degli scarichi industriali si piazza al secondo posto, subito dopo i più famosi gas serra. La mossa più intelligente da fare è quella di ridurre le emissioni di fuliggine sia per finalità climatiche, sia per tutelare la salute pubblica. L’aria pulita dovrebbe essere un diritto di tutti.

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Pubblicato da Anna De Simone il 2 aprile 2013