Riuso mobili: “E ora si Ikrea”

riuso mobili

“Datemi un martello” “Cosa ne vuoi fare?” “Lo voglio dare in testa/ a chi non mi va”. Recitava  così una vecchia canzone di Rita Pavone. Ora è diverso, e ascoltando i consigli di Massimo Acanfora, si possono fare mille cose con un martello. Nessuna ha a che fare con la violenza, tutte con il riuso mobili.



Proprio al riuso mobili, infatti, è completamente dedicato il suo libro “E Ora Si Ikrea. 25 Progetti Per Far Da Sé Mobili Con Oggetti Usati”, edito da Ponte delle Grazie nella collana ManualMente. Lui, giornalista ed editor, appassionato di economia solidale e consumo critico, come non poteva dire la sua sul riuso mobili. In questi giorni, in questi mesi, in questi anni il riuso mobili è stato messo da parte come gli stessi mobili da riusare. Un tempo era diverso, ma non è mai troppo tardi per rispolverare vecchi oggetti ammassati magari in cantina o in box e ridare loro un volto. Magari scatenando la fantasia, trasformandoli in tutt’altra cosa. Nel riuso mobili vale anche questo, non ci sono regole.

In questo manuale-libro “E Ora Si Ikrea. 25 Progetti Per Far Da Sé Mobili Con Oggetti Usati” ci sono tutte le indicazioni utili per costruire mobili partendo da oggetti usati. Mobili belli, economici e divertenti. E soprattutto unici. Questo è il pregio massimo del riuso mobili: il poter ottenere veri e propri pezzi unici che oltre ad essere “a impatto zero” sono anche non ripetibili, perfetti per scatenare le invidie degli ospiti che mai, magari, immaginerebbero siano frutto di riuso mobili. Eppure.

Il periodo estivo e autunnale, poi, chiama da sé tutti noi a rimboccarci le maniche e dare una occhiata nelle nostre case per vedere “gli ingredienti” di riuso mobili, e poi scatenarci con la fantasia. Con il martello, anche. Con “E Ora Si Ikrea. 25 Progetti Per Far Da Sé Mobili Con Oggetti Usati” in mano, ovviamente. Per non improvvisare sedie a tre gambe.

E Ora Si Ikrea. 25 Progetti Per Far Da Sé Mobili Con Oggetti Usati di Acanfora Massimo (Ponte alle Grazie)

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Pubblicato da Marta Abbà il 19 agosto 2014