Rafano, proprietà e coltivazione

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Il rafano rusticano, anche noto come rafano tedesco, barbaforte e cren, è una pianta erbacea perenne delle Crucifere, definita scientificamente Armoracia rusticana, Cochlearia armoracia


In realtà, il termine kren o cren è usato impropriamente per indicare la pianta di rafano perché è il nome proprio della salsa che si ottiene dalla lavorazione delle radici di rafano; salsa molto diffusa soprattutto al Nord Italia tanto che è entrata a far parte nella cultura culinaria del Triveneto.

La coltivazione del rafano

Il rafano è una pianta rustica e perenne che presenta foglie grandi e ruvide dal colore verde intenso. Il rafano raggiunge un’altezza media di 50 cm, è una pianta originaria dell’Europa centrorientale ma è diffusa comunemente nelle coltivazione di tutta Europa, Asia e Nordamerica: il rafano si coltiva per la radice a rizoma famosa per le sue proprietà e il suo uso in cucina.

Coltivare il rafano in Italia è possibile, basterà prendere delle piccole precauzioni: la pianta non ama la siccità quindi durante i mesi poco piovosi bisognerà procedere con opportune irrigazioni. Per questioni pratiche, il rafano, in Italia, si coltiva come pianta annuale e non perenne.

Per la coltivazione del rafano scegliete un terreno ben drenato e fertile. Quando seminare il rafano? Il periodo migliore per la semina è il mese di febbraio, la semina può essere fatta in piena terra o in ambiente controllato. Procedete con la semina del rafano in piena terra solo se il terreno è sufficientemente soffice: per la semina in piena terra dovrete provvedere alla preparazione del terreno alcuni mesi prima.

Al momento della messa a dimora, scegliete una posizione soleggiata o a mezz’ombra. Le piantine di rafano vanno messe a una distanza di 30 cm l’una dall’altra, mentre tra una fila e l’altra dovranno esserci circa 50 cm. I primi fiori appariranno a inizio estate, si tratta di piccoli fiorellini bianchi con quattro petali disposti in croce e riuniti tra loro in racemi.

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Curiosità: altre piante appartenenti alla stessa famiglia del rafano (Crocifere) sono il cavolo, la senape, la rapa e il ravanello.

Proprietà terapeutiche e nutrizionali del rafano

Tra le principali proprietà nutrizionali del rafano segnaliamo l’alto contenuto di Vitamina C e B1 e una modesta quantità di olio essenziale che varia dallo 0,5 all’1%. La radice di rafano è ricca di composti glucosinati come la gluconasturtiina, singroside e la glucoclearina, se questi nomi non vi dicono nulla, vi basterà pensare che attraverso la loro idrolisi si possono ottenere sostanze utili nel campo della fitoterapia. Per quanto riguarda l’apporto calorico, si stima che ogni 100 grammi di rafano contenga all’incirca 35 kcal.

Il rafano è famoso per il suo impiego in cucina ma anche in fitoterapia grazie alle sue proprietà terapeutiche:
trova impiego, come rimedio naturale, nel trattamento dei reumatismi, bronchiti e altre difficoltà respiratorie. Nella cosmesi naturale e in ambito della medicina popolare, il rafano è impiegato come rimedio blando contro le macchie della pelle, le dermatosi dell’herpes e l’alopecia. Altre proprietà terapeutiche love dono impiegato per stimolare la diuresi, trattare lievi infezioni a carico delle vie urinarie e per favorire la digestione.

Rafano, controindicazioni 
Il rafano è controindicato per chi soffre di problemi gastrici, disturbi renali, bruciore di stomaco e ulcere. Inoltre è sconsigliato alle donne in gravidanza.

Letture consigliate sul Rafano

1) Istruzione Sulla Coltivazione Dell Rafano
2) Il Cren. Rafano rusticano o barbaforte

Pubblicato da Anna De Simone il 9 dicembre 2014