Prugnolo fungo: proprietà e ricette

prugnolo

Prugnolo, un fungo che nel mondo scientifico è chiamato Calocybe gambosa ma che più frequentemente sentiamo chiamare fungo di San Giorgio. Questo perché esiste una leggenda popolare che racconta come questo fungo inizi a crescere esattamente nel giorno di San Giorgio, il 23 Aprile. Il nome scientifico deriva invece dal latino gambosus che significa con molto gambo, infatti il fungo ne ha uno molto robusto e con un buon diametro. Altri nomi alternativi del fungo sono Spinarolo e Fungo della saetta, perché cresce spesso a zig-zag.



Il fungo prugnolo: proprietà

Non è solo un fungo da risotto, il prugnolo, anzi, è impiegato spesso e volentieri in campo erboristico e farmaceutico, oltre che alimentare. Le sue proprietà più apprezzate sono quelle diuretiche, depurative e lassative ma i frutti dell’albero sotto cui cresce, chiamato Prugnolo, da cui il fungo prende il nome, contengono sostanze antiossidanti che lo rendono interessante anche da questo punti di vista.

Anche per la cura della pelle il fungo di San Giorgio viene usato, oltre che per ottenere un benessere generale che coinvolge gli organi interni e il loro stato di deterioramento che peggiora con l’avanzare dell’età.

Ottimo per l’apparato cardiocircolatorio e per quello intestinale, il prugnolo è anche impiegato come ricostituente, dona energia e, soprattutto i suoi frutti, producono se mangiati una sensazione di generale tonicità. Ecco perché troviamo in commercio anche dei veri e propri integratori naturali al prugnolo.

Le proprietà antibatteriche e astringenti di questo fungo sono apprezzate da chi soffre di diarrea ma sono utili anche in caso di emorragie nasali o di infezioni al cavo orale.

Per quanto riguarda i benefici che il prugnolo ha sulla pelle, sono relativi all’insorgenza di problemi come dermatiti, ferite e lievi ustioni, oppure alla comparsa di funghi e batteri. Le bacche combattono l’acne mentre le donne in gravidanza possono utilizzare l’olio estratto dai frutti dell’albero per prevenire la formazione delle smagliature visto che rende e mantiene la pelle tonica e flessibile.

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Prugnolo: habitat

Il Calocybe gambosa compare a primavera, se non proprio il 23 aprile, pochi giorni prima o un po’ in ritardo, dipende anche dal clima e dalle zone in cui si trova. Il suo habitat generale è quello in cui si ha una alternanza di prati e boschi ma lo possiamo anche vedere spuntare tra cespugli di piante spinose come il Biancospino, le Rosaceae, oltre che il Prugnolo inteso come albero, che gli regala il nome.

Fino a maggio il fungo resta, nei tratti di erba al confine con boschi o foreste, sia da solo, sia in gruppi piuttosto popolosi che vengono chiamati dagli esperti, fungaie. Spinta presto, è uno dei primi funghi dell’anno, ma in autunno è raro che ne restino da raccogliere.

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Prugnolo: caratteristiche

Il cappello del fungo di San Giorgio riesce ad avere anche un diametro di una decina di centimetri. Nasce e cresce nei suoi primi giorni restando color crema, poi diventa man mano più scuro. Le lamelle sono subito molto fitte e di colori simili a quelli del cappello mentre il gambo resta di un tono più chiaro, sempre tendente al marrone ma quasi bianco e con solo delle sfumature che lo “macchiano”. Al tatto è sodo, pieno, robusto, la carne resta consistente, anche una volta tagliata, ed ha un odore e un gusto molto gradevoli.

Prugnolo: pianta

Abbiamo parlato finora del fungo solo accennando alla pianta ma la prima di cui dover parlare sarebbe stata lei, visto che è il fungo a rubare il nome all’albero e non vice versa. Delle proprietà del frutto ho già raccontato, restano quelle delle foglie che, in infusione, sono un ottimo rimedio omeopatico per la cura del raffreddore e del mal di gola. Anche i fiori dell’albero sono utili: macerati costituiscono un rimedio efficace contro la stitichezza e la ritenzione idrica, in generale le tisane a base di Prugnolo hanno un effetto antispasmodico sull’intestino e vengono consigliate a chi soffre di colon irritabile.

Prugnolo: liquore

Oltre alle tisane, ci sono anche marmellate, sciroppi e integratori alimentari a base di prugnolo, e perfino il liquore. Il sapore non è troppo dolce, è però gradevole, mai amaro, piace e mantiene i benefici dei frutti della pianta da cui viene ricavato.

Funghi prugnoli: ricette

Dal Nord al Sud Italia esistono appassionati raccoglitori ma anche ottimi cuochi che sanno come servire in tavola un fungo come questo. E’ spesso tra i protagonisti in sagre dedicate, soprattutto in Toscana e Lazio, e in queste occasioni si ha la possibilità di assaggiare ricette tradizionali con il fungo come ingrediente principale.

Lo possiamo cucinare anche noi, sia fresco che secco, ma chi non ha voglia di spadellare troppo può trovare succhi e confetture che agevolano la digestione. Anche on line a 12,30 euro possiamo acquistare su Amazon una boccetta da 200 ml di sciroppo a base di prugnolo, una bevanda consigliata a chi ha bisogno di energia e di combattere lo stress psicofisico.

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Pubblicato da Marta Abbà il 17 settembre 2018