Parco Agricolo Sud: Riserva della Biosfera per Expo2015?

 Parco Agricolo Sud Milano

Diventare Riserva della Biosfera entro Expo 2015: è questo il sogno, il progetto e la sfida, entro settembre, in cui sono impegnati 13 Comuni del Parco Agricolo Sud Milano. Si tratta di preparare un dossier “vincente”, ora, affidato società Graia Srl, e che fornisca al noto parco milanese il passaporto per entrare nell’esclusivo circuito delle aree Mab (Man and Biosphere), proclamate dalla Conferenza generale dell’Unesco (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization).

La squadra dei Comuni è guidata da Albairate, e poi ci sono Basiglio, Buccinasco, Cesano Boscone, Cisliano, Corsico, Cusago, Gaggiano, Gudo Visconti, Rosate, Vermezzo, Zelo Surrigone e Zibido San Giacomo tutti uniti per assicurarsi un riconoscimento che permetterebbe di valorizzare il territorio a livello internazionale. Ovvie e molto desiderate le ricadute positive per i cittadini e per tutte le attività produttive presenti, oltre al beneficio diretto per lo stesso territorio e la sua “salute”.


L’area interessata costituirebbe un caso insolito e peculiare tra le riserve, proprio la sua conformazione naturale molto originale, però, potrebbe costituire la carta vincente. Se una Riserva della Biosfera “classica”, infatti, è costituita da tre aree ben distinte – core area (area naturale vera e propria che è il punto di forza), buffer zone (area di cuscinetto intermedia) e la transition area (zona di transizione) – la candidata Corridoio Milano – Ticino presenta una divisione a macchia di leopardo. L’area ha in sé un mix di tante zone core areas e buffer zones immerse nell’area di transizione: su un totale di oltre 15mila ettari se ne possono riconoscere 739 di core areas, 238 di buffer zones e 14.778 di transition areas.

Se arrivasse il riconoscimento dell’Unesco, il Parco Sud avrebbe un compito importante, trovandosi tra Milano e il Parco del Ticino, già Riserva della Biosfera dal 2002. Oltre a facilitare l’opera di conservazione degli ecosistemi/paesaggi naturali, dovrebbe presentare aree di dimostrazione dello sviluppo sostenibile diventando un vero e proprio “laboratorio di sostenibilità” con la presenza di cascine e aziende agricole impegnate nello sviluppo di tecniche e di gestione del territorio ispirate ai principi di sostenibilità ambientale. La potenziale Riserva si prepara anche ad essere un supporto logistico per ricerca, monitoraggio, educazione, formazioni e scambi di esperienze, sempre in ambito “green” e inserita nel circuito internazionale Mab.
Presentata la candidatura, a breve, a dita incrociate per l’esito, non resta che attendere la prossima Conferenza dell’Unesco che si svolgerà nel 2014, giusto in tempo per Expo 2015

Pubblicato da Marta Abbà il 12 settembre 2013