Packaging in plastica riciclata: limiti reali e soluzioni per migliorare qualità e riutilizzo

plastica riciclata

Se c’è un tema oggetto di dibattito nell’economia è quanto ruota attorno al packaging, il quale risulta tra gli aspetti maggiormente inquinanti sia in termini di smaltimento, sia di utilizzo delle stesse risorse. Qualcosa che vede al centro i materiali plastici, per i quali è in atto un processo di riqualificazione della filiera.

Alla base c’è un’ottimizzazione dei materiali plastici riciclati: una soluzione che presenta opportunità considerevoli per le aziende e, al contempo, sfide di natura tecnica ed economica, oltre che logistica e, seppur indirettamente, etica e sociale.

Tra i procedimenti più attuali in termini di economia circolare troviamo quelli dell’estrusione della plastica riciclata, i quali si distinguono per l’implementazione dei vari passaggi in chiave eco-friendly. A conseguirli sono aziende come BD Plast Filtering Systems, un’eccellenza emiliana che dimostra come il made in Italy sia all’avanguardia anche in settori diversi da quelli più noti, come l’agroalimentare o la moda.

Le sue innovazioni per l’estrusione della plastica contemplano standard superiori in termini di semplicità costruttiva, ergonomia, razionalità: qualcosa che riguarda anche i cambiafiltri manuali, componenti tra le più valide nella lavorazione di polimeri particolarmente sensibili, dove assicurano la massima affidabilità.

Premessa: la differenza tra packaging riciclato e packaging riciclabile

Iniziamo con una precisazione concettuale. Occorre distinguere tra packaging riciclato e packaging riciclabile. Il packaging riciclabile è quello dei rifiuti che vengono catalogati separatamente dagli indifferenziati: è quello che può essere sottoposto a riciclo.

Il packaging riciclato vede invece alla base materiali plastici che sono già stati utilizzati e sottoposti a riciclo. Rientra in questa categoria il PET, che come vedremo è tra le soluzioni più in ascesa in questo ambito green.

Questa distinzione ci permette di comprendere meglio i trend che stanno dietro il packaging sostenibile. Da qui in avanti ci concentreremo dunque sul packaging riciclato.

L’attualità (e i limiti) del packaging in plastica riciclata

Il riciclo del packaging, a fronte dell’utilizzo di una plastica che risulta dunque rilavorata (e parliamo di un materiale che può essere riutilizzato pressoché all’infinito) rappresenta una soluzione foriera di diverse opportunità per le aziende. Ecco quelle più rilevanti allo stato attuale:

  • la plastica riciclata denota un impatto ambientale contenuto, fino all’80% rispetto alle produzioni standard, incluse quelle di plastica riciclabile;
  • il mercato del riciclo, quando si parla di plastica, sta vivendo un momento di espansione senza precedenti, trainato dai sostegni dell’UE e da un trend positivo di natura generale anche presso i consumatori. A vivere una crescita particolare è soprattutto il PET;
  • tale crescita è supportata da tecnologie innovative come i processi di estrusione della plastica e componenti che assicurano una maggiore precisione e affidabilità, come i cambiafiltri. Accanto alle tecniche puramente fisiche, come nel caso di estrusione della plastica riciclata, emergono quelle chimiche di depolimerizzazione, parimenti efficaci.

L’attualità del packaging riciclato si inserisce in queste opportunità di natura generale, coniugando i principi base dell’economia circolare, rendendo dunque una fonte non rinnovabile (il limite principale e insondabile di questo materiale) più green: con un impatto ambientale minore.

La plastica si trasforma in questo modo da materiale con delle criticità a risorsa, a fronte di una gestione che ne limita i danni all’origine. Questo perché le soluzioni di packaging riciclato portano a limitare l’uso della materia prima non rinnovabile, adoperando la plastica già prodotta. L’utilizzo della plastica come risorsa è la vera frontiera della sostenibilità.