Nandina domestica: coltivazione e potatura

nandina domestica

Nandina domestica, detta anche Bambù Sacro, è una piante molto adatta anche al nostro clima e sta bene sia da single sia coltivata in siepi, le sue sono colorate e particolarmente gradevoli e vivai. Ci sono anche varietà nane che fanno dei mini cespugli usati per i bordi di aiuole o sulle rotonde stradali.



Ritornando al Bambù Sacro, è perché questa pianta arriva dalla Cina e da alcune aree dell’Asia ed è considerata porta fortuna, assomiglia molto al Bambù e come lui spesso è attorno ai templi. Oppure se ne fanno bonsai, ma solo se molto esperti: non è banale come tenere una siepe. Prima di conoscere bene la Nandina domestica dobbiamo sapere che può essere invasiva, se viviamo in una zona dal clima caldo: per questo c’è chi la detesta e non la vuole neanche vedere. Al contrario altri pollici verdi adorano il suo fogliame fulgido e rossastro, perfetto a fini ornamentali.

Nandina domestica: la pianta

Arbusto sempreverde originario dell’Asia, la Nandina domestica è molto rustica e si trova bene in Europa, raggiungendo da adulta anche altezze di 150-180 cm. Le sue radici sono molto robuste, poi si sviluppa in fusti legnosi più sottili e in vari cespi di foglie che si presentano “pennate”. Ciò significa che sono composte da tante sottili foglioline, ovali e lunghe, dalla consistenza rigida e coriacea.

Di solito ogni pianta sviluppa più fusti, vicini, per questo ne esce un cespuglio o una siepe tondeggiante e molto densa. Le foglie sono verde scuro ma virano al rosso nelle stagioni fredde, spuntano i fiori in primavera, candidi e piccoli, raccolti in pannocchie, in estate si trasformano in bacche, rosso vivo e di piccole dimensioni.

Queste “palline” restano a decorare la Nandina domestica fino alla primavera successiva. Non esiste una sola varietà di questo Bambù Sacro, ci sono le versioni più piccole e quelle più da siepe, ma non solo: si differenziano anche nel portamento e, soprattutto, nelle sfumature del fogliame che dal verde scuro raggiungono il rossiccio con grande eleganza.

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Nandina domestica: coltivazione

Non è difficile coltivare la Nandina domestica perché non teme il freddo invernale ed ha un carattere rustico. Possiamo comunque trattare bene questa pianta e metterla nelle migliori condizioni perché fiorisca senza fatica. Ad esempio preferisce posizioni soleggiate o semiombreggiate, una molto ombreggiata potrebbe disturbarla nella fase di fioritura e spegnere il colore vivace del fogliame.

Il terreno migliore è quello fresco e ricco ma qualsiasi terreno può ospitarla, nella stagione invernale è meglio poi annaffiarla mentre nel resto dell’anno solo controllare che il terreno non sia troppo secco anche se sopporta senza problemi periodi di siccità anche prolungati.

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Nandina domestica: potatura

La potatura non è una pratica obbligatoria per chi sta coltivando una Nandina domestica ma secondo me è meglio non lasciarla a sé stessa 12 mesi all’anno, meglio ogni tanto fare un po’ di ordine, anche solo per rimuovere i rami secchi e ormai privi di bacche. Per il resto non sono necessari grandi interventi visto che come pianta non è spesso presa di mira da parassiti o malattie, è sana e si sa difendere. L’unico momento critico può essere quello di forte siccità in cui gli acari possono arrivare all’attacco delle foglie rovinandole.

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Nandina domestica: prezzo

Una bella pianta di Nandina domestica on line costa meno di 10 euro e possiamo così iniziare a mettere “la prima pietra”, o pianta, di una siepe che verrà meravigliosa senza troppo sforzo. Da questo piccolo cespuglio rosso brillante, man mano arriveremo al verde con la sua età adulta e in primavera sbucheranno piccolissimi fiori bianchi in grappolo, future bacche.

Nandina domestica: semi

Se ci sentiamo più sperimentatori possiamo partire dal seme per creare una lunga siepe o una bordura elegante. Il prezzo si dimezza e per 5 euro abbiamo una bustina di semi per abbellire da zero il nostro giardino.

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Pubblicato da Marta Abbà il 10 agosto 2016