Arbusti sempreverdi da siepe: come moltiplicarli

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Il mese giusto per moltiplicare gli arbusti sempreverdi da destinare a siepe è agosto. L’estate avanzata, il caldo e i temporali rinfrescanti offrono infatti le condizioni giuste per ricavare le talee di essenze come abelia, aucuba, berberis, cotoneastro, lauroceraso, evonimo, lavanda, lonicera e skimmia.

Nel caso degli arbusti sempreverdi, il prelievo della talea per la moltiplicazione va fatto in fase di luna crescente, cioè quando la parte curva è rivolta verso ovest (gobba a ponente). Questo perché lo scorrimento della linfa favorisce e aumenta le probabilità di attecchimento.

I rami da usare come talea vanno tagliati dalla pianta madre con un coltello affilato, avendo l’accortezza di prelevare anche una piccola porzione di tessuti del ramo principale (il cosiddetto tallone). Le foglie più basse della talea vanno asportate, mentre di quelle intermedie va dimezzato il lembo. Vanno lasciate intatte sole le foglie all’apice.

Procurate le talee, queste vanno piantate in cassetta a circa 15 centimetri di distanza una dall’altra, avendo cura di farlo in un terriccio piuttosto sciolto. Le future piantine vanno tenute sempre al fresco e con la base leggermente all’umido, ma lontano dai ristagni d’acqua che favorirebbero la formazione di muffe e funghi.

Le talee attecchite degli arbusti sempreverdi possono essere invasate la primavera dell’anno seguente e allevate in vaso per un anno circa. Oppure possono essere messe subito a dimora in terra e potate regolarmente per farle ramificare e irrobustire. Nel giro di qualche anno arriveranno a formare una siepe rigogliosa e spessa.

Gli arbusti sempreverdi che abbiamo citato si prestano a essere riprodotti con lo stesso sistema, anche se hanno caratteristiche in lacuni casi molto diverse.

Abelia. È una famiglia di arbusti sempreverdi in cui la varietà soltamente coltivata in giardino è un ibrido di specie originarie della Cina. In alcuni anni raggiunga altezza e larghezza di 100-120 centimetri. Foglie verde scure, nuove foglie color bronzo, in estate fiorellini bianco-rosa.

Aucuba. Originaria dell’Asia. Il nome deriva dal giapponese Ookiba. Sono coltivati i numerosi ibridi. Raggiunge i 3 metri di altezza, con foglie verde-bianco o verde- avorio, fiorisce in aprile-maggio con grappoli di fiorellini poco visibili. In inverno ha delle drupe di colore rosso.

Cotoneastro. Originari della Cina e dell’Himalaya, sono arbusti sempreverdi di molte specie, grandi a foglia caduca, e nane. ll cotoneaster horizontalis originario della Cina occidentale raggiunge l’altezza massima di un metro. Rami a spina di pesce, foglie verde scuro e bacche rosse che rimangono a lungo d’inverno.

Berberis vulgaris. è un arbusto sempreverde della famiglia delle Berberidaceae. Foglia decidua, con robusti rami spinosi, cresce lentamente fino a raggiungere un’altezza massima di 3 metri. Le foglie escono a metà marzo, e i fiori nascono fra maggio e giugno e, da agosto fino ad ottobre, spuntano bacche rosse lunghe circa un centimetro.

Lauroceraso. Il nome specifico deriva da laurus (alloro) e cerasus (ciliegio) per la somiglianza delle foglie. È un arbusto-albero  che può raggiungere i 7 metri a crescita rapida. Le foglie sono verde scuro e i fiori sono bianchi (fioritura aprile-giugno). I frutti sono drupe di circa 1 centimetro, rosse-viola quando sono acerbe e nero-bluastre quando mature. Foglie e i frutti contengono acido cianidrico e sono velenosi per l’uomo.

Cotoneastro. Originari della Cina e dell’Himalaya, sono arbusti sempreverdi di molte specie, grandi a foglia caduca, e nane. ll cotoneaster horizontalis originario della Cina occidentale raggiunge l’altezza massima di un metro. Rami a spina di pesce, foglie verde scuro e bacche rosse che rimangono a lungo d’inverno.

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Pubblicato da Michele Ciceri il 23 maggio 2014