L’International Union for Conservation of Nature esprime profonda preoccupazione per le conseguenze umane e ambientali dei conflitti in corso in Medio Oriente. Alla perdita di vite e alle sofferenze delle popolazioni si aggiunge infatti una crisi meno visibile, ma potenzialmente duratura: la distruzione della natura e il degrado degli ecosistemi.
L’appello dell’IUCN: fermare le ostilità
L’IUCN chiede la cessazione di tutte le ostilità, sottolineando il ruolo svolto dai propri membri e dalle Commissioni presenti nella regione.
Secondo l’Unione, ogni conflitto porta con sé un impatto profondo non solo sulle comunità, ma anche sull’ambiente. Dove esplode la guerra, la natura resta esposta a inquinamento, distruzione e perdita di biodiversità.
Inquinamento e danni agli ecosistemi
I conflitti in corso stanno provocando un aumento dell’inquinamento, con effetti diretti sulla salute umana, sui suoli, sulle falde acquifere e sugli ecosistemi.
Il rischio non riguarda soltanto l’immediato. Il degrado ambientale generato dalle guerre può lasciare conseguenze a lungo termine, difficili da contenere e da invertire.
La natura, ricorda l’IUCN, è alla base della sopravvivenza umana: fornisce acqua, terra, cibo e riparo. Quando viene compromessa, aumentano instabilità, scarsità di risorse e vulnerabilità delle comunità.
Il rischio specifico per il Golfo
In Medio Oriente, l’area del Golfo presenta condizioni ambientali particolarmente delicate. Le acque poco profonde e il clima arido favoriscono la permanenza dei contaminanti, rendendo la regione uno degli ambienti marini più complessi e fragili del pianeta.
Eventuali episodi di inquinamento su larga scala potrebbero quindi avere effetti transfrontalieri e potenzialmente catastrofici, minacciando ecosistemi marini, specie, coste e comunità locali.
L’eredità di questi danni potrebbe protrarsi per decenni, compromettendo la biodiversità e la sicurezza ambientale dell’intera area.
Natura, pace e diritto internazionale
La crisi attuale evidenzia l’urgenza di un approccio integrato, in cui la protezione della natura sia considerata una componente fondamentale della pace, della prosperità e dello sviluppo sostenibile.
L’IUCN invita tutte le parti a rispettare il diritto internazionale, comprese le norme che tutelano le risorse indispensabili alla sopravvivenza umana, come cibo, acqua e aree agricole.
L’Unione richiama inoltre il divieto di condurre guerre capaci di causare danni gravi, diffusi e duraturi all’ambiente naturale.
Le risoluzioni IUCN su ambiente e conflitti
Il legame tra natura e conflitti è stato affrontato dall’IUCN nel rapporto “Conflict and Conservation: Nature in a Globalised World”.
Al Congresso IUCN del 2025, i membri dell’Unione hanno chiesto il riconoscimento del rapporto tra natura, pace e sicurezza attraverso la Risoluzione 56.
Con la Risoluzione 60, l’IUCN ha inoltre sollecitato il riconoscimento della distruzione ambientale grave, diffusa o prolungata come crimine ai sensi del diritto nazionale e internazionale.
Un bivio per la comunità internazionale
Il mondo, secondo l’IUCN, si trova oggi davanti a un bivio: da una parte l’escalation dei conflitti, i cambiamenti negli equilibri geopolitici e l’esaurimento delle risorse naturali; dall’altra la possibilità di riconoscere la natura come pilastro della stabilità.
L’Unione invita i leader mondiali ad agire, riconoscendo il ruolo essenziale degli ecosistemi nel sostenere economie solide, comunità pacifiche e sicurezza globale.
In un pianeta sempre più interconnesso, la salvaguardia della natura non è solo una questione ambientale: è un investimento nel futuro comune.

