Malattie dell’olivo, rimedi naturali

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Malattie olivo: rimedi efficaci contro fumaggine, occhio di pavone, rogna, cocciniglia, mosca dell’olivo e altre infestazioni.


L’olivo è un protagonista della flora mediterranea. E’ una pianta molto amata in Italia, tanto che anche chi non ha un giardino prova a coltivarla in vaso (ulivo in vaso, come coltivarlo). L’olivo è una pianta molto resistente ma non esente da malattie. Ecco come curare un olivo malato e quali sono le avversità più comuni.

Malattie dell’olivo: occhio di pavone (foglie gialle)

L’occhio di pavone è facile da riconoscere: si presenta con macchie fogliari tipiche che, durante le primavere fresche e piovose, compaiono sulla pianta. La macchia ha un diametro di 4-6 mm, è grigiastra, circondata da un cerchio bruno e uno giallastro che ricordano il motivo delle piume di pavone. In caso di intensa attività del fungo, le foglie diventano gialle nel giro di poco tempo e cadono dalla pianta.

Questa malattia è causata da un fungo e per il bene delle coltivazioni adiacenti e della pianta colpita, è necessario raccogliere e eliminare tutte le foglie infette. In caso di forte attacco non ne risentono solo le foglie: l’occhio di pavone può colpire anche i frutti che iniziano a cadere precocemente. Con l’estate gli attacchi possono regredire naturalmente ma ripresentarsi prepotenti con le prime piogge autunnali, quindi non lasciatevi ingannare da una guarigione improvvisa e spontanea! 

Quando notate i primi sintomi dell’occhio di pavone, usate prodotti anticrittogamici a base di rame come l’ossicloruro di rame, solfato di rame o poltiglia bordolese. Usate prodotti specifici solo in caso di grave attacco: il principio attivo per debellare forti attacchi di occhi di pavone dell’olivo è la dodina. I trattamenti vanno ripetuti ogni 2 o 3 settimane.

Malattie dell’olivo: mosca dell’olivo

La puntura della mosca sull’oliva determina il danneggiamento olfattivo e qualitativo, si parla del cosiddetto “difetto da verme” dettato dalle larve di mosca che scavano gallerie all’interno del frutto per nutrirsi della polpa. La mosca dell’olivo fa molti danni in Italia; per tutte le informazioni su come proteggere gli ulivi vi invitiamo a leggere la pagina dedicata “Mosca dell’olivo, rimedi“.

Malattie dell’olivo: cocciniglia

La mosca dell’olivo non è l’unico insetto capace di infestare gli uliveti. La cocciniglia è un altro temibile avversario delle piante di olivo! Le cocciniglie che attaccano l’olivo sono due: il cotonello (si manifesta come un ammasso biancastro e ceroso, dalla consistenza appiccicosa) che colpisce foglie e frutti e il mezzo grano di pepe. Per eliminare la cocciniglia  è possibile avvalersi dell’olio minerale.

Malattie dell’olivo: fumaggine

Proprio come l’occhio di pavone, anche la fumaggine è una malattia dell’olivo innescata dai funghi. In questo caso i funghi proliferano sui residui zuccherini secreti dalla cocciniglia. La fumaggine, quindi, attacca piante di olivo già malate e in presenza della melata della cocciniglia.

Per debellare la fumaggine bisogna sì usare prodotti anticrittogramici ma anche eliminare la cocciniglia. Come riconoscere la fumaggine dell’olivo? I sintomi prevedono la formazione di una copertura nerastra e polverosa su tutte le parti verdi della pianta e sulle strutture semi-legnose (foglie, giovani rami, steli…). Per eliminare la fumaggine usate gli stessi prodotti anticrittogamici generici visti per l’occhio di pavone mentre per allontanare la cocciniglia potete usare un rimedio naturale a base di acqua e sapone di marsiglia.

Malattie dell’olivo: rogna

La rogna è una malattia batterica molto comune: la rogna non si può eliminare perché si tratta di un’escrescenza di tipo tumorale. La rogna rallenta la crescita della pianta o ne arresta addirittura lo sviluppo. E’ piuttosto diffusa sugli olivi più vecchi. Questa malattia dell’olivo non può essere eliminata ma solo contenuta affinché non causi gravi danni alla pianta. L’olivo malato va potato periodicamente e necessita di concimazioni regolari evitando eccessi di azoto. A fine inverno, recidete le parti della pianta più colpite e bruciatene i residui.

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Pubblicato da Anna De Simone il 22 luglio 2016