Lamio, rimedi naturali

lamio

Il lamio è un’erba poco conosciuta. Anche se è molto diffusa e se ne può trovare anche nei prati dei centri abitati. Qui non va confuso con l’ortica, alla quale assomiglia il lamio bianco.

Forse la poca notorietà del lamio dipende dal fatto che nella grande famiglia botanica a cui appartiene, quella delle labiate, ci sono già tante primedonne – la lavanda, la santoregia, il timo, il rosmarino, la menta, la salvia e la Melissa – e quando la concorrenza è tanta…

Resta il fatto che il lamio, anzi i lamii sono molto importanti in erboristeria e vengono usati nella preparazione di rimedi naturali (infusi e decotti soprattutto) contro il catarro e come diuretico. Ce ne sono quattro tipi: il lamio giallo, il lamio bianco (ortica bianca, falsa ortica, ortica muta…), il lamio maculato e lamio purpureo (o rosso).

Dove trovarlo e come riconoscerlo. Abbiamo detto che il lamio è molto diffuso e se ne può trovare nei boschi, nei terreni incolti, lungo i sentieri e anche nei prati in città. A prima vista assomiglia molto all’ortica perché ha le stesse foglie ovali che terminano a punte seghettate. Le foglie di lamio però non hanno peli urticanti e non contengono veleno. I benefici delle ortiche sono simili a quelli del lamio.

Il nome lamio deriva dal greco laimos che significa fauce. Dipende dal fatto che i gambi, quadrati, hanno foglie opposte che portano all’ascella dei fiori purpurei veramente somiglianti a delle fauci socchiuse.

Il lamio si raccoglie a maggio-giugno perché la parte utilizzata è quella dei fiori e delle infiorescenze delle sommità e questo è il periodo che precede la fioritura completa. Il raccolto si fa essiccare e poi si conserva in un vasetto di vetro con chiusura traspirante o in sacchetti di carta. Se ne può piantare anche nell’orto o in un angolo del giardino, ma probabilmente ci sarà già solo che non l’avete mai notato.

Preparazioni a base di lamio. Per l’infuso e il decotto si usa mezza manciata di lamio in 1 litro d’acqua. Se ne possono bere 2-4 tazze al giorno. La polvere di fiori secchi ci può stare un pizzico al giorno nel miele o nella marmellata. Per i bagni alle mani e i pediluvi si usa una bella manciata per ogni litro d’acqua.

Pubblicato da Michele Ciceri il 26 ottobre 2014