Imballaggi alimentari biodegradabili

Imballaggi alimentari biodegradabili

Imballaggi alimentari biodegradabili, possono aiutarci a migliorare la situazione per quanto riguarda i rifiuti sparsi nell’ambiente, alcuni ben visibili ad occhio nudo, altri meno ma comunque nocivi. Le ricerche avanzano e ci propongono soluzioni innovative per gli imballaggi alimentari biodegradabili, sta a noi anche osare, cambiare abitudini, investire nel futuro cambiando le abitudini presenti.



Imballaggi alimentari biodegradabili

E’ una delle più importanti azioni che possiamo fare, oggi, quella di usare imballaggi alimentari biodegradabili perché la maggior parte dei rifiuti che produciamo ogni giorno deriva dagli imballaggi alimentari e dalle confezioni di ciò che mangiamo o beviamo.

Ci sono alcuni prodotti che possiamo acquistare sfusi e questo è certamente un contributo in favore dell’ambiente, ma non tutto ciò è distribuibile in questa maniera. Ci sono però alcuni prodotti che non possono fare a meno di imballaggi, quindi servono imballaggi alimentari biodegradabili.

In questo settore si sta lavorando parecchio, in contemporanea, in varie parti del mondo, e stanno nascendo teli biodegradabili e compostabili per la conservazione del foraggio, imballi biodegradabili e compostabili per la conservazione di piccoli frutti e  materiali biodegradabili e compostabili con barriere ai gas altamente innovativi.

Ci sono poi degli imballaggi alimentari biodegradabili futuribili che magari tra non molto potremo anche utilizzare, come quelli proposti da Tomorrow Machine. Si tratta di contenitori per liquidi, gelatinosi, fatti con l’acqua e l’agar agar, di contenitori triangolare per alimenti secchi fatti con la cera d’api, e di contenitori tondeggianti creati con lo zucchero caramellato rivestito da cera naturale, per l’olio d’oliva e simili liquidi.

 

Imballaggi alimentari biodegradabili

Imballaggi biodegradabili: sacchetti

Utilizzare sacchetti biodegradabili è importante tanto quanto scegliere prodotti che abbiano imballaggi alimentari biodegradabili. Oggi si acquistano alle casse dei supermercati ma spesso vengono odiati perché considerati fragili e poco resistenti, e oltretutto dobbiamo anche pagarli. Se in alcuni casi è vero che ci si trova in mano dei sacchetti inconsistenti e dall’aria poco affidabile, va precisato che non è sempre così.

Dipende dallo spessore che varia da 12 a 25 micrometri, ad esempio, ma anche dal tipo di polimero: quelli derivati dall’amido del mais, dalla farina di frumento e dall’amido di patata hanno caratteristiche diverse. La normativa dice che dal 1° gennaio 2018, tutti gli shopper compostabili dovranno contenere almeno il 40% di materiali da fonti rinnovabili, nel 2010 si salirà al 50%, nel 2021 al 60%.

Imballaggi alimentari biodegradabili

Imballaggi biodegradabili compostabili

Per capire se stiamo usando imballaggi alimentari biodegradabili compostabili vediamo cosa significa essere compostabili. C’è una norma (UNI EN 13432) che indica le caratteristiche necessarie. Questi imballaggi devono essere di materiale biodegradabile, cioè si deve biodegradare al 90% in meno di 6 mesi, deve essere anche “disintegrabile”, cioè che si frammenta e perde visibilità.

Inoltre i metalli pesanti possono essere presenti solo al di sotto dei valori massimi predefiniti e non devono essere registrati effetti negativi sul processo di compostaggio o o effetti ecotossicologici sulla crescita delle piante. Quando gli imballaggi alimentari biodegradabili compostabili si degradano, devono restare inalterati i parametri chimico-fisici come pH, N, P, Mg, K, contenuto salino, solidi volatili.

Imballaggi alimentari biodegradabili

Imballaggi biodegradabili Genova

In Liguria, vicino a Savona, più che a Genova, troviamo una delle aziende italiane impegnate nella creazione di imballaggi alimentari biodegradabili. La Flexopack, fondata negli anni ’80 ma con una tradizione nel settore che arriva dagli anni ’60. Ci sono oggi anche numerose startup e PMI che guardano a questo settore e vi portano una grande carica di innovazione e di tecnologia che fa ben sperare. Non avremo più scuse per non usare imballaggi alimentari biodegradabili.

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Pubblicato da Marta Abbà il 11 settembre 2017