Giornata contro lo spreco alimentare

spreco alimentare
La Giornata Nazionale contro lo spreco alimentare è stata istituita dal Ministero dell’Ambiente nel 2013, non solo per recuperare lo spreco alimentare prodotto dagli italiani ma soprattutto per prevenirlo. Quella che si celebra il 5 febbraio di ogni anno è la Giornata di prevenzione dello spreco alimentare in Italia.

Lo spreco alimentare non è solo un problema di alimenti ma anche di impatti sulla biodiversità e sul clima: la stima riporta che gli sprechi alimentari sono causa di emissioni di CO2 pari a 3,3 miliardi di tonnellate, una cifra complessiva che sfida i maggiori emettitori di CO2 al mondo. Quando si parla di emissioni di CO2, purtroppo, sono poche le persone che riescono a “interpretare” questo dato.

Le emissioni di CO2 prodotte con lo spreco alimentare sono enormi. Pensate a un Paese inquinante, di certo avrete visualizzato la Cina, ecco, la produzione di CO2 legata allo spreco alimentare è solo due gradini più in basso di tutte le emissioni di CO2 dichiarate dalla Cina! Nella classifica dei maggiori emettitori di CO2 a livello mondiale, dopo Cina e Stati Uniti, c’è lo spreco alimentare.

Spreco alimentare: l’impatto idrico

Allo spreco alimentare è correlato un forte dispendio idrico, si parla di 250 km cubici di acqua gettati nella pattumiera, come prosciugare via il flusso annuale d’acqua del Volga oppure tre volte il volume delle acque del lago di Ginevra.

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Correlare lo spreco idrico a quello alimentare è facile, vi basterà pensare che solo in Italia, il consumo d’acqua dipende per l’85% dalle attività agricole, nella fattispecie, per il 75% in produzione di vegetali che diventano cibo (o sprechi alimentari) per uomini e animali e il 10% per la gestione diretta del bestiame.

Spreco alimentare: l’impatto sul clima 

Le forti emissioni di CO2 (gas a effetto serra) hanno un impatto nefasto sul clima, incrementando i cambiamenti climatici che tutti temono. Gli studi affermano che il cambiamento climatico può ridurre la produttività agricola, diminuendo così la disponibilità alimentare globale. Ad avere la peggio sarebbero le popolazioni più povere e le famiglie che basano il proprio reddito sulle colture, l’allevamento del bestiame e la pesca. Un vero e proprio circolo vizioso: da un lato si spreca il cibo, dall’altro, lo spreco alimentare produce gas serra che mina la stessa produttività alimentare facendo crescere gli sforzi per la produzione di alimenti.

Se il problema della fame del mondo non è abbastanza vicino al mondo occidentale, quello che vi premerà a lungo termine sarà un forte rincaro dei prezzi del genere alimentare.

Spreco alimentare: l’impatto sulla biodiversità 

E’ difficile stimare l’impatto sulla biodiversità dello spreco alimentare a livello globale. Molto più semplice è analizzare gli effetti negativi dell’espansione agricola e delle coltivazioni estensive; l’espansione agricola vedrà una frammentazione degli habitat con una forte perdita di biodiversità. Per non parlare degli impatti catastrofici legati agli allevamenti di bestiame (per approfondimenti, “Allevamenti intensivi e danni ambientali“).

Spreco alimentare: l’impatto economico

La perdita di terra, acqua e biodiversità legata allo spreco alimentare rappresenta un costo per l’intera società non ancora quantificato.

spreco cibo

Il diretto costo economico dello spreco alimentare dei prodotti agricoli (esclusi i prodotti del pescato) viene valutato sui 750 miliardi di dollari, una cifra equivalente al PIL della Svizzera che tiene conto solo dei costi diretti e non di quelli indiretti: pensate allo smaltimento degli stessi rifiuti alimentari, pensate ai danni causati dai cambiamenti climatici e dalla cattiva gestione delle terre (per approfondimenti, Dissesto idrogeologico: definizione e cause). Il costo economico per i consumatori è di circa 7,65 miliardi di euro all’anno (vedi paragrafo successivo).

I protagonisti dello Spreco alimentare

La responsabilità dello spreco alimentare è dei consumatori che spendono in media 316 € euro l’anno in cibo che per disattenzione o negligenza viene buttato senza essere consumato, ma anche di un sistema produttivo che troppo spesso perde cibo e risorse lungo la filiera, fino al 50% delle perdite totali, prima ancora che arrivino in tavola. Sulla base dei dati rilevati si è stimato che ogni anno in media una famiglia italiana butta 49 kg di cibo e dunque complessivamente vengono sprecati 1,19 milioni di tonnellate di alimenti. In termini economici questo corrisponde a circa 7,65 miliardi di euro (316 € per famiglia).

Chi sono gli spreconi d’Italia?
La quantità di cibo sprecato risulta più alta nelle regioni meridionali e nelle fasce di reddito più elevato.

Nelle immagini, le vignette della campagna di sensibilizzazione per la prevenzione dello spreco alimentare. Pr il download delle immagini (magari per proporle sui vostri social network e farvi portavoce della campagna anti-spreco alimentare), tutte le vignette sono disponibili nella nostra galleria fotografica.

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Pubblicato da Anna De Simone il 5 febbraio 2015