La Francia verso l’energia pulita

La Francia potrebbe diventare una nazione al 100% rinnovabile.
E’ vero, attualmente più del 70 per cento del fabbisogno energetico francese è soddisfato da energia nucleare. L’elettricità, in Francia, è relativamente a buon mercato e nei libri di testo che trattano di nucleare, questa nazione è vista come un modello da seguire. Allora da dove spuntano le energie pulite?

La Francia deve affrontare un grosso problema. Gli impianti nucleare allestiti fino a oggi potevano contare su finanziamenti governativi. Il governo francese ha attuato un massiccio piano di investimenti tra il 1970 e 1980 così da garantire la crescita del settore nucleare. Per il nucleare, l’era dell’energia a basso costo è finita e i prezzi sono destinati a salire.

Quando i reattori nucleari avranno raggiunto il termine del ciclo vitale sarà difficle che la centrale continuerà a essere operativa, non esistono incentivi goverantivi e trovare finanziatori privati in grado di finanziare un aggiornamento del rettore è davvero improbabile. Un’alternativa? Smantellare le centrali nucleari giunte al termine della loro vita e sostituire con impianti rinnovabili e sistemi per lo stoccaggio energetico.

Tale scenario è stato ipotizzato dalla francese négaWatt con una proiezione che vede la scomparsa del nucleare entro il 2034. I 63 GW di energia elettrica prodotti dagli impianti nucleari francesi dovranno trovare fonti pulite. La Francia, entro il 2050, sempre in base alla proiezione di négaWatt, potrebbe soppiantare anche i combustibili fossili mediante piani di sviluppo dell’industria rinnovabile e dell’efficienza energetica.

négaWatt non lascia nulla al caso ed effettua stime più accurate, entro il 2050 l’elettricità francese potrebbe essere ricavata da:

  • energia solare per una potenza di 81 GW
  • energia eolica in- e off-shore per una potenza di 77 GW
  • energia idroelettrica per una potenza di 28 GW
  • Biomassa, energia marina e energia geotermica svolgono un ruolo marginale

Nell’ambito dell’efficienza energetica, il team di négaWatt propone un processo chimico noto come la “metanazione”, consiste nella produzione di metano sintetico a partire da altri fonti di energia. Tale metano potrebbe poi essere stoccato insieme al gas già esistente.

I rapporti stilati da Negawatt sono estremamente dettagliati. Gli amanti della lingua francese potrebbero trovare interessante questa lettura, le parole chiave sono semplicità, efficienza e rinnovabili.

Pubblicato da Anna De Simone il 13 marzo 2013