Erica: pianta e sue proprietà

erica

Erica, una pianta nota soprattutto per il suo fiore che, seppur piccolo, ha un effetto e un fascino indescrivibile. Il nome di questa pianta deriva da un’antica parola greca, ἐρείκη eréikē, tra le preferite da Eschilo e Teocrito, una parola che richiama anche al Nord Europa, all’antico irlandese froech, al lettone virši e al lituano virži.

In Italia resta nota con il suo nome e la troviamo nei giardini, come pianta ornamentale, oppure sottobosco o nei pressi delle zone umide per sua iniziativa “privata” ma molto piacevole agli occhi.



Erica: pianta perenne

La famiglia di appartenenza di questa pianta perenne è quella delle Ericacee, esistono circa 700 specie diverse, la maggior parte, oltre 660, risultano essere originarie del Sudafrica. In particolare nascono nel fynbos, una landa tipica della Regione del Capo. Le specie rimanenti sono in parte ancora africane oppure endemiche dell’Europa ma sempre restando in zona mediterranea.

Al di là della provenienza geografica, che ne determina anche alcune caratteristiche morfologiche, tutte le specie sono sempreverdi, perenni e di tipo arbustivo. Le dimensioni possono variare, addirittura fino ad altezze che sfiorano 1.80 cm, quanto una persona alta! Quella è l’Erica arborea, ed è una eccezione, si può dire, perché la gran parte delle sue sorelle sono piante “tappezzanti”.

erica pianta perenne

Dalla definizione possiamo intuire che non superano i 25-35 cm, circa. A qualsiasi quota si sviluppino, le foglie di Erica sembrano aghi: sono sottili e aguzze, anche un po’ carnose. Spuntano da rametti sottili, semi legnosi, non troppo “ingarbugliati”.

C’è poi una intrusa, la Calluna, che in verità faceva parte del genere ma è stata separata. Si chiama brugo (Calluna vulgaris), ma è nota come falsa erica, o erica selvatica e la si può distinguere aguzzando gli occhi e notando che ha foglie più piccole, di un paio di mm circa, e corolla e calice divisi in quattro parti. Quelli della nostra vera Erica sono divisi in 5.

erica pianta perenne

Erica: il fiore

Quando pensiamo all’Erica, almeno per me è così, pensiamo al fiore. A quello porpora, con un’aria un po’ selvaggia, in zone poco frequentate. In verità il fiore di questa pianta può essere anche di colore bianco, rosa e rosso, sbuca in autunno o in primavera e ricopre le piante letteralmente tappezzando distese di terreno con una densa fioritura piena di carattere.

Sono fiori minuti ma di grande effetto, la maggior parte delle specie li ha campanulati, con una corolla quasi cilindrica. Il fiore più grande figuriamoci che è di un paio di cm e a sfoggiarlo è l’Erica mammosa.

erica il fiore

Erica: proprietà della pianta

Sono più che altro legate a credenze popolari le proprietà di cui si racconta per una pianta come l’Erica che non è tra le più utilizzate per fini medicinali. L’ambito in cui potrebbe agire è quello del trattamento di infiammazioni delle vie urinarie, cistiti, uretriti e litiasi uratica.

Il fatto è che come pianta contiene piccole quantità di glucosidi idrochinonici, quantità che risultano insufficienti per ottenere un vero effetto disinfettante per vie urinarie. Da questo punto di vista, si preferiscono altre piante medicinali, ad esempio il corbezzolo e l’uva ursina.

La presenza di tannini fa sì che si parli di proprietà astringenti, questa pianta può quindi risultare utile in caso di diarrea. Se se ne fa uso esterno l’Erica riesce ad attenuare le infiammazioni cutanee, attraverso degli impacchi, oppure agisce sulla mucosa orale con risciacqui. Non è una pianta tossica ma è importante rispettare indicazioni e controindicazioni. Chi soffre di insufficienza epatica o di ipersensibilità ai suoi componenti è meglio che eviti questa pianta e in ogni caso se se ne assumono dosi troppo elevate si rischia di irritare l’intestino.

Non è una proprietà curativa ma resta interessante il fatto che il legno di Erica arborea, chiamato radica, viene utilizzato per produrre pipe. Infatti è molto duro e, chi lo conosce lo confermerà, ha una naturale colorazione molto gradevole.

Erica: cura e coltivazione

Cresce anche autonomamente ed è quindi una pianta che se la cava anche da sola, ma chi la vuole coltivare ad esempio per scopi ornamentali può farlo, senza troppi sforzi. Non va messa in zone con luce diretta e il terreno consigliato varia da specie a specie.

Le più diffuse sono: E. carnea, E. arborea, E. scoparia, E. mammosa, E. gracilis. E la falsa Calluna. Senza impazzire ma ha bisogno di irrigazione regolare in modo che non si creino mai ristagni, la concimazione deve avvenire ogni 15 giorni, in primavera. In generale è una pianta che non ama il caldo, sui 4 gradi Centigradi sta bene.

Erica: immagini

Se non utilissima per diretti fini medici, l’Erica fa un gran bene allo sguardo e all’umore, io la trovo molto rilassante quando fiorisce. Queste immagini mi danno ragione.

erica immagini

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Erica: dove comprare le piantine

A meno di 5 euro on line si possono facilmente trovare delle piantine di Erica Darleyensis meglio nota come E. Rosa. Questa specie produce un piccolo arbusto con le classiche foglie simili ad aghi, leggermente carnose. Tra l’autunno e la primavera ci regala fiori minuti e campanulati di colore rosa. Se la teniamo in casa è necessario che le forniamo umidità sufficiente e in modo continuo, bagnandola tutti i giorni.

erica semi

Erica: semi

Si può iniziare con la piantina ma anche con il seme. Ci vuole più tempo ma non mancheranno le soddisfazioni. Il prezzo è simile, siamo sempre a circa 5 euro, per una confezione di semi promettente. Questi sono di Erica Spiculifolia.

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Pubblicato da Marta Abbà il 28 aprile 2016