Ecoturismo in Sardegna: 5 luoghi da scoprire

Ecoturismo in Sardegna

Ecoturismo in Sardegna: 5 luoghi da scoprire L’ecoturismo sta conoscendo un crescente interesse tra i viaggiatori. Poter rilassarsi a stretto contatto con la natura, del resto, rigenera l’anima e porta a tutta una serie di benefici psico-fisici. Lo stimolo nei confronti dell’ecoturismo deriva anche da una maggiore sensibilità nei confronti di tutto ciò che può definirsi sostenibile.

Il nostro paese offre una vera moltitudine di opportunità a chiunque desideri approcciarsi a questa modalità di viaggio. In questo articolo entreremo nel vivo di alcuni luoghi in potersi immergere in un’esperienza di ecoturismo in Sardegna, terra di grande fascino. Iniziamo il nostro viaggio.



Ecoturismo in Sardegna

Vi abbiamo finora accompagnato alla scoperta di alcune proposte di ecoturismo in Lombardia, di ecoturismo in Piemonte, di ecoturismo in Umbria, di ecoturismo nelle Marche e di ecoturismo in Puglia. Oggi è la volta della Sardegna, un’isola a tratti selvaggia e per questo ancor più suggestiva, che ha molto da offrire ai propri visitatori. Andiamo quindi alla scoperta di cinque mete di ecoturismo in Sardegna.

1. Ecoturismo nel Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena è un parco geo-marino. L’area protetta conta 5.100 ettari di terra ferma e una superficie marina di 15.046 ettari, estendendosi dalle Bocche di Bonifacio e comprendendo tutte le isole appartenenti all’Arcipelago di La Maddalena. La quasi totalità dell’estensione del Parco è un sito di interesse comunitario (SIC) secondo la Direttiva Habitat 92/43 CE, contraddistinto dalla presenza di oltre 700 entità vegetali, nonché di numerosi habitat di importanza comunitaria.

Nell’Arcipelago sono presenti alcune delle spiagge più celebri e suggestive dell’intera area del Mediterraneo. Tra queste possiamo ricordare la Spiaggia Rosa, la spiaggia del Cavaliere nell’isola di Budelli, le spiagge di Cala Coticciu, Cala Napoletana e del Relitto a Caprera. Particolarmente degna di nota nell’isola di La Maddalena è inoltre la spiaggia di Bassa Trinita, con le sue dune di sabbia bianca.

Tra i suoi più grandi pregi, il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena ha quello di essere parte integrante del Santuario dei Cetacei, la più grande area marina protetta del Mediterraneo. Le sue acque ospitano infatti anche grandi mammiferi del mare quali balenottere comuni , capodogli e delfini costieri oltre a tartarughe marine, le note Caretta caretta.

2. Ecoturismo nel Parco nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu

Quando si pensa alla Sardegna la prima immagine che viene in mente è quella del mare e di spiagge paradisiache. Ma anche l’area interna dell’isola custodisce luoghi di grande interesse naturalistico, oltre che culturale. Tra questi rientra il Parco Nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu, che si estende nei territori di Nuoro, dell’Ogliastra e di Cagliari. L’area naturale comprende territori molto differenti, sia dal punto di vista geologico sia dal punto di vista naturalistico.

Nella zona del Gennargentu, caratterizzata da rocce di natura scistosa, si trovano le cime montuose più alte della Sardegna, che raggiungono la massima quota con i 1.834 metri di Punta La Marmora. La regione del Supramonte si sviluppa in una serie di altopiani carsici circondati da alcune cime montuose, la cui altitudine massima è raggiunta dal Monte Corrasi (1.463 metri).

Degna di nota è la fauna che tra i vari animali include anche alcune specie di vertebrati rare. Tra i mammiferi sono ad esempio presenti:

  • la crocidura rossiccia;
  • il mustiolo;
  • il quercino;
  • la lepre sarda;
  • il ghiro;
  • la martora;
  • la volpe sarda:
  • il gatto selvatico sardo;
  • il muflone.

Sono inoltre stati reintrodotti il daino e il cervo sardo. Molto ricca è anche l’avifauna che, tra i tanti esemplari, conta:

  • l’astore;
  • lo sparviere;
  • l’aquila reale;
  • la civetta;
  • l’upupa;
  • il picchio rosso maggiore;
  • il picchio rosso minore;
  • la rondine montana;
  • il balestruccio;
  • la magnanina sarda.

3. Ecoturismo nell’Area naturale marina protetta di Capo Carbonara

Questo angolo di natura è un’area marina protetta ospitata nella Sardegna Sud orientale. Particolarmente interessanti in questa zona sono gli scenari sommersi, contraddistinti dalla presenza di rocce granitiche che formano pinnacoli, avvallamenti e spaccature, spesso colorati dal rosso delle gorgonie o dal giallo delle margherite di mare.

Tra le acque dell’Area naturale marina protetta di Capo Carbonara trovano il loro habitat ideale molte delle specie ittiche tipiche dei mari della Sardegna: dai polpi alle murene passando per le aragoste, i cefali e le orate. Da segnalare è inoltre la presenza del più grande mollusco bivalve del Mediterraneo: la Pinna Nobilis.

Ricca è anche l’avifauna con specie volatili quali il falco pellegrino, il marangone dal ciuffo, la magnanina sarda, la sterna e l’affascinante fenicottero.

Fauna sarda: fenicottero

4. Ecoturismo al Parco naturale regionale di Tepilora, Sant’Anna e Rio Posada

Questa area della Sardegna ha ottenuto l’importante riconoscimento di Riserva della biosfera attribuito dall’UNESCO. Il parco si estende in provincia di Nuoro, includendo un territorio di elevato valore naturalistico di circa 8.000 ettari. Al suo interno l’area ospita anche la montagna di Tepilora (528 m slm), la foresta demaniale di Crastazza-Tepilora e parte della foresta demaniale di Sos Littos-Sas Tumbas.

Da un punto di vista faunistico, degna di nota è la presenza di alcuni esemplari di aquila del Bonelli che sono stati di recente liberati al fine di ripopolare l’isola.

5. Ecoturismo al Parco Nazionale dell’Asinara

Contraddistinta da una notevole varietà di habitat, l’Asinara per dimensioni è la seconda isola sarda dopo Sant’Antioco.

Accanto al lato prettamente naturalistico, l’isola si contraddistingue per il suo particolare passato storico. L’Asinara, in precedenza nota come Isola del Diavolo, è stata infatti una stazione sanitaria di quarantena, un campo di prigionia nella Prima Guerra Mondiale e uno dei principali supercarceri italiani durante il periodo del terrorismo degli anni ’70.

L’isolamento, durato più di un secolo, ha determinato da un lato la nascita del fascino dell’isola, dall’altro la conservazione di alcune aree che sono così rimaste vergini. Nel suo territorio sono non a caso conservate ben 700 esemplari tra specie e sottospecie botaniche.

Sotto il profilo faunistico, il Parco Nazionale dell’Asinara conta invece sette specie rare, ovvero il muflone, la lepre sarda, l’algiroide nano, la testuggine comune, il tarantolino, il falco pellegrino e il cormorano dal ciuffo. Di grande pregio è inoltre l’ambiente marino, dall’ottima qualità delle acque in termini ecologici.

Pubblicato da Evelyn Baleani il 13 Aprile 2021