Eco Alta Moda: abiti eleganti in tessuti ecocompatibili

Franco Francesca - Eco Bag

Tessuti ecocompatibili, quasi una seconda pelle, con cui Franco Francesca, il primo eco-designer di alta moda, disegna e realizza collezioni dal 2006. Abiti che non hanno nulla da invidiare a quelli inquinanti, anzi, “consentono anche di risparmiare energia, contribuiscono a ridurre l’effetto serra e si trasformano alla fine del proprio ciclo vitale in fertile humus”. Dopo  Ingeo, cotone, jersey e seta, ora l’eco designer amante del verde, soprattutto se smeraldo, sta studiando nuovi eco-tessuti per le prossime collezioni.

1) Da cosa è nata l’idea di utilizzare tessuti ecocompatibili?

Fin da piccolo sono stato abituato ad un stile di vita in pieno rispetto della natura, alimentazione biologica e riutilizzo di qualsiasi materiali con zero sprechi. Ho poi riportato subito questi principi nella moda, agli inizi dei mie studi di fashion designer, nel 1997 in Inghilterra . L’anno successivo, in collaborazione con mia sorella Imma, ho presentato in Italia la prima collezione etica d’alta moda realizzata interamente con tessuti di recupero e vintage.

2) Qual è stata la sua prima realizzazione green? Che reazioni ha suscitato ai tempi la novità?

E’ stato il 31 Maggio 2006, al Venice Cube dell’Isola della Giudecca, in occasione occasione della chiusura dell’ “Ingeo Earth Month 2006″. Ho voluto realizzare a Venezia un evento per presentare ufficialmente una mia Green collection: una piccola collezione (giacca-top-gonna) interamente realizzata con il tessuto Ingeo, ed è proseguito con l’inaugurazione di una “creative gallery” in cui sono stati esposti prodotti eco-efficienti, sviluppati e prodotti da brands internazionali, che ha poi gettato le basi per i mie futuri ’ Green project’. Le persone sono rimaste stupite, molto.



3) Oggi quali tessuti ecocompatibili utilizza? Cos’è Ingeo?

Ingeo, dal greco “ingredienti naturali della terra“, è stata la prima fibra sintetica al mondo, lanciata nel 2003, ricavata al 100% dal mais. Ha le stesse prestazioni delle fibre sintetiche ottenute dal petrolio. Con un processo di fermentazione si trasformano gli zuccheri vegetali in acido lattico e poi li si polimerizza per ottenere la fibra. Nel settembre del 2006 presso la Villa deste di Cenobio (Como) ho presentato il primo abito da sposa al mondo tutto realizzato tessuto Ingeo.

Attualmente continuo ad usare qualsiasi tessuto di recupero soprattutto di collezioni passate accanto a tessuti eco come quelli di cotone, di jersey, di seta e latte.

 

4) Vantaggi e svantaggi di questi materiali, sia per l’utente sia per chi come lei ci lavora?

I prodotti biodegradabili assicurano caratteristiche e prestazioni dei materiali tradizionali, ma consentono anche di risparmiare energia, contribuiscono a ridurre l’effetto serra e si trasformano alla fine del proprio ciclo vitale in fertile humus. I capi devo essere lavati e stirati a temperature che non superano i 30 gradi altrimenti il calore rovina il tessuto fino a distruggerlo completamente.

I tessuti eco sono molto più morbidi, quasi una seconda pelle, possono essere lavati con bicarbonato anche a mano e asciugano molto più velocemente dei tessuti comuni evitando la stiratura.

5) Oggi che mercato c’è su questo tipo di Green Fashion? L’uso di materiali green fa alzare il prezzo del prodotto?

Oggi più persone e si avvicinano ad un stile di vita green e al moda di largo consumo ha carpito il business anche se in Italia siamo ancora gli inizi!!

I materiali green possono costare almeno un 10% in più rispetto a quelli sintetici ma fin da sempre cerco di trovare soluzioni ed espedienti per non fare alzare i costi in particolare quando realizzo abiti d’alta moda e da sposa. Molto spesso i clienti che scelgono gli abiti ecologici voglio anche abiti sicuramente fashion ma più pratici meno appesantiti da orpelli che non fanno lievitare i costi riuscendo ha vendere pezzi unici.

6) Come sarete presenti all’interno del calendario omaggio a Gianni Versace?

La Camera della Moda Calabrese ha selezionato diversi designer per omaggiare attraverso un calendario la memoria Gianni Versace che partendo dalla sua Reggio ha portato la moda italiana nel mondo. Ho avuto la fortuna di essere selezionato per rappresentare il mese di marzo attraverso un abito verde smeraldo, colore dell’anno 2013 e simbolo del mio brand, che si ispira alla mitologia greca tema così caro a Gianni Versace.

7) Sarà l’anno del verde smeraldo, ma anche del green: che novità eco-sostenibili avete in programma per le prossime collezioni?

Sto lavorando accessori come collane con materiali di riciclo e borse realizzate in canvas /cotone biologico dove ho fatto riprodurre le stampe astratte dei quadri del pittore Danese, Martin Kalhoj il quale ha già venduto la preview collection 2013 nella sua galleria d’arte di Copenaghen.

Inoltre sto cercando di poter utilizzare nuovi eco-tessuti che non sono ancora sul mercato…ma per adesso il progetto è top secret.

Pubblicato da Marta Abbà il 16 gennaio 2013