Cosa c’è nel tuo piatto? Non è cibo sano

Ingeriamo troppe sostanze artificiali, è questa la verità. Bisognerebbe prestare più attenzione a ciò che c’è nel nostro piatto. Un esempio? I cibi che acquistiamo sono ricchi di aromi artificiali. Gli aromi sono quelle sostanze capaci di modificare il gusto e l’odore degli alimenti. Sono utilizzati in bevande, cereali, dolci, yogurt… insomma, possiamo ritrovarceli ovunque. Ciò che non sappiamo, però, è che a inizio ottobre, un testo legislativo ha approvato la diffusione di 2.100 nuove sostanze aromattizzanti che prossimamente “arricchiranno” il sapore dei nostri cibi.


Vogliamo davvero questo? Vogliamo realmente gustare sapori artificiali e inebriarci di profumi che sono solo artifizi dell’industria alimentare? Il nuovo elenco comprende più di 2.100 sostanze aromatizzanti autorizzate ad arricchire il sapore e l’odore dei nostri cibi. Altre 400 sostanze restano sul mercato in attesa che l’Efsa (autorità europea per la sicurezza alimentare) concluda la sua valutazione. Le 2.100 sostanze sono state valutate “sicure” da “altri organismi scientifici” -queste le parole del testo ufficiale-.

Uno sostanza può essere autorizzata dall’Efsa, solo se sulla base dei dati scientifici disponibili, non sono stati rilevati rischi per la salute del consumatore o dell’ambiente. Così sul mercato e sulle nostre tavole, ci ritroviamo migliaia di sostanze chimiche tra additivi, aromi ed enzimi alimentari.

Prima di dare inizio a una “caccia alle streghe“, possiamo citare un fatto concreto. Il caso dell’aspartame. Nel 1980, un’analisi effettuata dalla Public Board of Inquiry stabilità che l’aspartame non poteva essere approvato. Così la commissione della FDA -siamo negli USA- non approvò la diffusione dell’aspartame perché fu definito un “additivo alimentare non sicuro“. La storia dell’aspartame è lunga e ricca di studi che ne dichiarano la sua pericolosità, nonostante questo è un dolcificante ampiamente diffuso tra yogurt e bevande. Come è arrivato in commercio?

Nel 1981, la FDA nominò Arthur Hull Hayes come commissario che scavalcò le decisioni degli scienziati e fece approvare la diffusione dell’aspartame in cibi secchi. Nel 1996 la FDA consentì l’utilizzo di aspartame senza restrizioni. Arthur Hull Hayes dopo poco presentò le sue dimissioni come commissario e diventò presidente della Searle, da sempre sostenitore dell’aspartame e portato più di una volta in tribunale per aver “deformato i risultati e occultato prove e materiali in merito ai test condotti per verificare la sicurezza dell’aspartame“.

Anche sul mercato italiano troviamo dolcificanti a base di aspartame. Una volta ingerito, uno degli ingredienti che lo compongono, l’alcol metilico, si trasforma in formaldeide che è un tossico micidiale per il sistema nervoso. In più, l’aspartame contiene fenilalanina, un amminoacido che si trova naturalmente nel cervello ma che in quantità elevate aumenta il rischio di ictus e secondo altri studi potrebbe indurre a depressione e schizofrenia.

Il concetto chiave non è “tutto ciò che è industriale fa male“, ma di certo, se vogliamo del succo di frutta, meglio una premuta o un centrifugato di fratta di stagione piuttosto che del liquido estratto da una confezione di tetrapack!

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Pubblicato da Anna De Simone il 14 ottobre 2012