Come bonificare l’amianto

Come bonificare l'amianto

Sapere come bonificare l’amianto nel rispetto della legge è importante per non mettere in pericolo la nostra salute e quella di altre persone.

L’Italia, con la legge n. 257 del 1992, ha messo al bando tutti i prodotti contenenti amianto, vietando l’estrazione, l’importazione, la commercializzazione e la produzione di amianto e di prodotti contenenti amianto.

La stessa legge regolamenta il processo di dismissione e prevede disposizioni specifiche per il controllo delle imprese impegnate nelle attività di lavorazione, manutenzione, bonifica e smaltimento dell’amianto.



Queste imprese hanno l’obbligo di iscriversi a una speciale sezione dell’albo delle imprese che offrono servizi di smaltimento dei rifiuti  e sono tenute a inviare ogni anno una relazione tecnica alle regioni e alle USL assieme all’emanazione di disciplinari tecnici per gli interventi di bonifica.

Il settore maggiormente impattato dalla necessità di pianificare attività di bonifica è quello edile. Le strutture e i componenti delle abitazioni contenenti amianto sono distinti in due macrocategorie:
a) friabili : sbriciolabili con una semplice pressione manuale;
b) compatti : duri e sbriciolabili solo con l’impiego di attrezzi meccanici.

Per valutare la tipologia di situazione in relazione a questi due possibili stati di conservazione si ricorre nella maggior parte dei casi a un’ispezione visiva dei materiali che permette di identificare anche i fattori di potenziale danneggiamento e conseguentemente il rischio di possibile diffusione delle fibre con esposizione alle persone.

La valutazione permette di classificare i materiali contenenti amianto come segue:
a) materiali integri non suscettibili di danneggiamento, per i quali non è necessaria la bonifica, ma solo l’attivazione di un programma di controllo e manutenzione finalizzato a mantenere in buone condizioni i materiali stessi;
b) materiali integri suscettibili di danneggiamento, per i quali occorrono provvedimenti atti ad impedire il danneggiamento, stabiliti nell’ambito del programma di controllo e manutenzione, con l’eventualità di una bonifica a medio termine, in caso di impossibilità di ridurre significativamente il pericolo di danneggiamento;
materiali danneggiati, per i quali sono necessari interventi specifici da attuare in tempi brevi quali il restauro dei materiali in sede, quando il danneggiamento è limitato, ovvero, negli altri casi, la bonifica.

Per i materiali per cui si rende necessario un intervento di bonifica sono possibili tre tipologie di intervento:

  1. rimozione
  2. incapsulamento
  3. confinamento.

La legge descrive in dettaglio tutte le misure di sicurezza da rispettare prima dell’intervento di bonifica, in relazione all’allestimento del cantiere e durante l’intervento di bonifica, anche in riferimento alle procedure di decontaminazione e di monitoraggio ambientale.

Dopo che l’intervento di bonifica è stato completato è richiesto l’intervento della USL territoriale competente che, dopo un’apposita ispezione della zona decontaminata e analisi della concentrazione di fibre di amianto disperse nell’aria (che deve risultare inferiore a 2 fibre/litro) potrà certificare il buon esito dell’intervento.

Come rimuovere l’amianto: le operazioni messe in atto dalle aziende specializzate

Le aziende specializzate dovranno essere in grado di eseguire tutte le attività richieste dalla legge per assicurare una corretta bonifica. Queste attività comprendono ad esempio:

  • Indagini preliminari e analisi ambientali
  • Preparazione di piani di lavoro da sottoporre agli uffici A.S.L. di competenza
  • Rimozione e confezionamento dei rifiuti secondo le procedure definite dalla legge
  • Trasporto e smaltimento dei rifiuti in discariche autorizzate
  • Monitoraggio per la restituibilità degli ambienti bonificati
  • Opere di rifinitura per ripristinare le strutture su cui è stato effettuato l’intervento di bonifica, come ricoibentazioni, controsoffittature, nuove pavimentazioni, ecc

Rimozione dell’amianto: chi deve sostenere i costi dell’intervento

Per quanto riguarda la rimozione dell’amianto in condominio, la spesa dell’intervento sarà sostenuta dai condomini, in proporzione ai millesimi posseduti, fermo restando il diritto esercitabile dal condominio di rivalersi nei confronti della ditta costruttrice nel caso in cui l’amianto sia stato installato dopo l’entrata in vigore dei divieti previsti dalla legge.

I costi sostenuti per la rimozione dell’amianto sono pericoloso sono detraibili per il 65% in base alla disposizione di legge nota come “Ecobonus” i cui benefici potrebbero estendersi fino al 2020.

Rimozione dell’amianto: i termini previsti dalla legge per la rimozione

Il Parlamento europeo ha fissato al 2028 il termine ultimo per completare la bonifica dall’amianto con un’apposita risoluzione in cui sono disciplinati anche i seguenti temi:

– istituzione di un registro pubblico degli edifici degli Stati membri contenenti amianto.

– garanzia che gli ispettori che operano sul campo siano dotati di attrezzature di protezione adeguate e che gli addetti alla rimozione siano sufficientemente qualificati.

– definizione di una tabella di marcia degli interventi.

– sostegno alle associazioni delle vittime.

Dove si può trovare più frequentemente l’amianto

L’amianto è stato largamente utilizzato in edilizia prima degli anni ’80 e può essere presente in diverse strutture, come ad esempio:

  • Pavimentazioni in linoleum
  • Coibentazione di tubazioni impianti vapore e riscaldamento
  • Coperture in cemento amianto
  • Rivestimenti in amianto spruzzato su strutture in ferro o murature

Come dismettere l’amianto contenuto in manufatti di piccole dimensioni

In molti comuni italiani i manufatti di amianto di piccole dimensioni possono essere ritirati e smaltiti gratuitamente dalle aziende municipali incaricate.

A Milano ad esempio, l’Amsa offre un servizio gratuito per i manufatti in amianto di uso domestico e di dimensioni limitate come fioriere, davanzali, piccole tettoie, lastre e pannelli.

Il servizio prevede specifici limiti secondo i criteri che seguono:

  • di peso: fino a 450 kg per prelievo
  • di frequenza: 1 solo prelievo all’anno
  • di posizionamento: fino a 2 metri dal suolo
  • di superficie: fino a 30 metri quadrati

Il ritiro deve essere concordato preventivamente chiamando il numero verde 800332299 del Servizio Clienti Amsa.
Oltre a farsi carico della raccolta tramite mezzi opportunamente attrezzati e alla messa in sicurezza del manufatto tramite irrorazione di appositi liquidi e impacchettamento con pellicola protettiva, Amsa si fa ovviamente carico anche dello smaltimento in discariche specificatamente autorizzate per questa tipologia di rifiuti pericolosi.

Amianto: perché è molto pericoloso

E’ stato da tempo accertato che l’amianto (o asbesto) è causa di mesotelioma pleurico, una forma di cancro con altissime percentuali di mortalità.

Le fibre dell’amianto, 5.000 volte più sottili di un capello umano e quindi invisibili a occhio nudo, possono essere inalate quando l’eternit si degrada e raggiungere gli alveoli polmonari dove possono generare fibrosi, placche pleuriche ed eventualmente un tumore maligno, il mesotelioma pleurico.

Come bonificare l’amianto: le fasi della bonifica

In questo video realizzato dalla Virtus Ambiente e Sviluppo, azienda specializzata nella rimozione dell’amianto potrete vedere tutte le fasi del processo di bonifica di un’area contaminata.

Pubblicato da Anna De Simone il 22 dicembre 2011