Clorosi ferrica, istruzioni per curarla

clorosi ferrica

Clorosi ferrica: come si cura e quali sono le piante più a rischio. Istruzioni utili per prevenirla ed errori da evitare per curare in modo efficace le piante colpite.

La clorosi ferrica è una malattie legata alla carenza di ferro nelle piante.

Clorosi ferrica

La carenza di ferro nelle piante, tecnicamente clorosi ferrica, si manifesta con un sintomo tipico, il colore delle foglie. Le foglie mostrano un colore pallido, dalle tonalità che vanno dal verde stinto, al biancastro fino al giallo. Se vi state chiedendo perché le foglie ingialliscono, la risposta potrebbe essere legata alla clorosi ferrica.

Più la carenza di ferro è accentuata e più le foglie tendono al giallo, a cominciare da quelle più giovani, con la presenza di verde solo in prossimità delle nervature in cui ancora riesce a svilupparsi correttamente la clorofilla. Le foglie ingialliscono perché la clorosi ferrica impedisce la corretta formazione della clorofilla. La clorofilla è il pigmento fotosintetico resposabile della colorazione verde delle foglie.

Nel progredire dello stato di clorosi causato dalla carenza di ferro, la pianta perde le foglie in seguito all’essiccamento dei bordi fogliari e l’intero sviluppo vegetativo si arresta. Se non si interviene ripristinando l’equilibrio chimico, la pianta deperisce e muore come per soffocamento.

Serve l’analisi chimica del terreno?

Il lato positivo della carenza di ferro nelle piante è che non sempre serve un’analisi chimica per scoprirla, perché il colore delle foglie (come si suol dire, le foglie ci parlano) è un buon rivelatore delle malattie delle piante.

Anche la cura è abbastanza semplice e consiste nell’aggiungere la giusta dose di ferro al terriccio, cosa fattibile con i prodotti che si trovano in commercio.

Attenzione! La clorosi ferrica non sempre è legata alla bassa quantità di ferro presente nel terreno, talvolta potrebbe essere la reazione di pH del terreno ad essere sbagliata. Cosa significa? Che le variazioni di pH del suolo condizionano fortemente l’assorbimento dei nutrienti.

Le piante più colpite sono le cosiddette “piante acidofile“, cioè quelle piante che per assorbire in modo efficace i nutrienti (ferro in prmis) hanno bisogno di una reazione del pH tendenzialmente acido intorno a 6 o addirittura a 5.

Non è un caso che nella grade famiglia delle piante acidofile figurano le piante più colpite da clorosi ferrica come l’azalea, l’oleandro, la camelia… Non solo piante acidofile, anche piante come gli agrumi possono soffrire molto la clorosi ferrica. Prendiamo l’esempio della pianta di limone. Il limone (come gli altri agrumi) vuole una reazione di pH compresa tra 6,5 e 7,5. Se il pH del suolo aumenta, la pianta smetterà di assorbire ferro. Quindi nel suolo non è presente una carenza di ferro, semplicemente questo elemento non è disponibile a causa dell’aumento del pH.

pH del suolo e assorbimento del ferro

Potrebbe essere opportuno conoscere il pH del suolo perché a seconda del suo valore, varia la disponibilità degli elementi minerali necessari ai vegetali. Se la reazione del terreno è tende alla neutralità (pH intorno a 7) quasi tutti i minerali riusciranno a sciogliersi nell’acqua contenuta nel suolo. Minerali come il calcio e il magnesio, sono maggiormente solubili in soluzioni basiche (pH >7), e sono quelli più “richiesti” dalle piante basofile. Altri nutrienti come il ferro, il manganese e il rame, sono più solubili in soluzioni acide e non si disciolgono in acqua con pH elevati.

clorosi ferrica ferro chelato

Perché la carenza di ferro impedisce la formazione della clorofilla e induce a un ingiallimento fogliare?
Perché il ferro, insieme al magnesio, è uno dei principali costituenti della molecola della clorofilla, fondamentale per la vita delle piante. In più, il ferro è presente in alcuni degli enzimi che regolano il metabolismo cellulare, in modo particolare la respirazione. La carenza di ferro è un fatto grave per la pianta ed è estremamente frequente nei terreni particolarmente calcarei.

Cosa fare?
Se volete agire in modo approssimativo, non dovrete fare altro che aggiungere un ammendante nel terreno e correggere le irrigazioni.
Al contrario, se volete essere più analitici:

  • Fate una ricerca sulla pianta colpita da clorosi ferrica, qual’è la sua reazione di pH ideale?
  • Misurate il ph del terreno e andatelo a correggere con ammendanti fino a raggiungere l’intervallo di pH ideale per la pianta coltivata
  • Correggete le irrigazioni

Verificare il pH del terreno non è affatto difficile, bastano delle scrisce tornasole e seguire la guida: come misurare il pH del terreno.

Clorosi ferrica: cura

Come detto, la clorosi ferrica da carenza di ferro è un fenomeno reversibile e con il trattamento corretto le foglie ritornano verdi. Di solito il problema si evidenzia in primavera nel primo periodo dello stadio vegetativo e si accentua man mano che le giornate si fanno più calde e aumentano le ore di luce.

Per non dover intervenire con una cura massiccia, la cosa migliore è prevenire i problemi causati da carenza di ferro correggendo l’equilibrio chimico del terreno. Lo si può fare bene in autunno aggiungendo ammendanti al terreno durante la preparazione o la vangatura, e poi la stagione successiva anche intervenendo, se necessario, con un fertilizzante a base di ferro chelato.

Oltre alla carenza di ferro, le altre carenze che possiamo notare dall’analisi delle foglie sono: carenza di magnesio (manca clorofilla e la foglia appare stinta nella parte centrale); carenza di manganese (la foglia si imbianchisce fra le nervature e tende a cadere); carenza di zinco (le foglie rimangono piccole e i frutti non maturano).

L’uso di ammendanti (torba acida, guano, pollino…) è fondamentale per la prevenzione, ma è ancora più importante evitare quegli errori che tendono ad aumentare il pH del suolo.

Esponetevi questa domanda: come irrigate la pianta?

Se l’irrigazione viene eseguita con acqua del rubinetto o acqua calcarea, il problema risiede qui! Se nella vostra zona avete problemi di calcare, sappiate che la vostra acqua non è idonea per irrigare le piante. Dovreste usare acqua distillata (come quella del condizionatore) o attrezzarvi nel raccogliere acqua piovana. L’acqua piovana è perfetta per irrigare le piante, ecco perché gli oleandri che vedete in strada si mantengono più in salute rispetto alla pianta di oleandro che avete in giardino!

Concimi a base di ferro per piante

Purtroppo, se la clorosi ferrica ha ormai colpito buona parte della pianta, oltre alla prevenzione sarà necessario intervenire con una somministrazione di ferro d’urgenza. A “questa pagina Amazon” troverete una selezione di concimi a base di ferro tutti molto efficaci. Dal solfato di ferro al ferro chelato, fino a formulazioni più complesse in grado di integrare rapidamente ferro al terreno.

 

Pubblicato da Anna De Simone il 18 Febbraio 2019