Chenopodio, proprietà e usi in cucina

chenopodio proprietà

Chenopodio, proprietà e usi. Ricette e tutto ciò che c’è da sapere sul chenopodium album, un’erba spontanea commestibile dalle molteplici proprietà.

Il chenopodio è un’erba spontanea commestibile che cresce in tutta Italia. A seconda dalle fasce climatiche, il chenopodio si può raccogliere da aprile a maggio. Del chenopodio non si consumano solo le parti verdi ma anche i semi: dall’inizio dell’estate fino al suo termine, la fioritura porta a maturazione i semi che si prelevano per la preparazione di un’ottima farina.

Chenopodio: informazioni botaniche

Il chenopodio, conosciuto botanicamente come Chenopodium album, appartiene alla famiglia delle Chenopodiacee, di cui fanno parte tante altre piante coltivate a scopo alimentare come la barbabietola da zucchero e lo spinacio.

Il chenopodio è una pianta conosciuta in Italia come farinaccio o farinello. E’ una pianta annuale che, proprio come l’amaranto, cresce nei suoli incolti ma anche nell’orto come pianta infestante.

Chenopodio, proprietà

Le foglie di chenopodio sono ricche di micronutrienti quali vitamine A e C, calcio, potassio e ferro. Apportano una discreta quantità di vitamina B oltre che proteine e fibre.

Il chenopodium album è annoverato tra le piante medicinali spontanee in quanto può contare su proprietà antielmintiche (è un buon vermifugo), antiflogistiche (riesce a prevenire o addirittura curare un gran numero di infiammazioni), proprietà antireumatiche e, grazie alle proprietà lassative, può tornare utile in caso di stipsi e costipazione.

Farina di Chenopodio

I semi di chenopodio e quindi la farina da essi ricavata, contengono dal 16 al 21% di proteine, dal 42 al 69% di glucidi e dal 4 al 5% di lipidi. La rimanente componente è rappresentata da fibre.

E’ ricca di niacina e apporta una buona quantità di magnesio, calcio, potassio, ferro e fosforo. Il modo migliore per consumare la farina di chenopodio è abbinarla a quella ricavata dai classici cereali. Le proteine della farina di chenopodio non sono a elevato valore nutrizionale come quelle della farina di amaranto, tuttavia sono ricche di lisina, un’amminoacido carente nelle farine dei classici cereali.

Il chenopodio in cucina

Il farinello è largamente usato in cucina! Di questa pianta spontanea si consumano i semi, le foglie, i fusticini e i germogli.

I semi si prelevano dalle piante in estate, sfregando le infiorescenze tra le mani. Una volta raccolti, i semi si possono usare come quelli dell’amaranto: si può ricavare la farina usando un macina caffè o si possono usare per ricette di zuppe, minestre, biscotti, dessert, sformati… Per tutte le informazioni vi rimandiamo all’articolo Amaranto, ricette. L’unica precauzione, prima di usare i semi di farinello si consiglia di lasciarli a bagno per una notte così da farli intenerire e diminuire i tempi di cottura.

Le foglie del chenopodium album si possono raccogliere in primavera e si consumano, insieme ai germogli e ai fusticini, previa bollitura. Vi basterà sbollentare il chenopodium album per pochi minuti, finché le foglie della pianta non risulteranno tenere.

Così cotto, il chenopodio in cucina può essere usato come lo spinacio (infatti appartengono alla medesima famiglia). Con il chenopodio è possibile sostituire gli spinaci in tutte le ricette, dai cannelloni al ravioli ripieni.

Come cucinare il chenopodio?

Cuocete i giovani fusticini con le foglie e i germogli di chenopodio in pochissima acqua. Potete addirittura usare solo l’acqua che, per le sue proprietà di adesione, è rimasta sulla verdura dopo il lavaggio; l’unica condizione necessaria è cucinare il chenopodio in una padella con il coperchio così da terminare la cottura con il vapore prodotto.

In questo moto riuscirete a portare in tavola delle verdure davvero nutrienti: per liscivazione, gran parte delle sostanze nutritive contenuti in un alimento si disperdono nell’acqua di cottura. Usando pochissima acqua riusciamo a preservare le proprietà nutrizionali degli alimenti, chenopodio incluso.

Durante la cottura, il chenopodio ridurrà di molto il suo volume (proprio come accade con il broccolo friariello o broccolo napoletano). Per questo motivo, non siate avari con le dosi da usare in cucina.

Un’antica ricetta contadina, saporita e veloce da preparare, per cucinare il chenopodio, consiste nel farlo saltare il padella con aglio, olio e pancetta.

Chenopodium album e altre piante spontanee commestibili

Per imparare a riconoscere le piante spontanee commestibili vi invitiamo a documentarvi con una guida illustrata che vi fornirà tutte le indicazioni sul riconoscimento, proprietà e gli usi in cucina. Un ottimo testo, facile da usare e accessibile, è rappresentato dalla Guida Pratica di Vita in Campagna intitolata Riconoscere e cucinare le buone erbe

La guida in questione è ricca di foto, particolari per il riconoscimento delle piante commestibili spontanee, e un paragrafo ricco di ricette per l’uso in cucina. La guida è proposta su Amazon al prezzo di 8,42 euro con spese di spedizione gratuite.

Pubblicato da Anna De Simone il 21 aprile 2016