Carenza di ferro nelle piante

clorosi-ferrica

La carenza di ferro nelle piante, tecnicamente clorosi ferrica, si manifesta dal colore pallido delle foglie che assumo una tonalità che va dal verde stinto al giallo paglierino.

Più la carenza di ferro è accentuata e più le foglie tendono al giallo, a cominciare da quelle più giovani, con la presenza di verde solo in prossimità delle nervature in cui a malapena arriva la clorofilla.

Nel progredire dello stato di clorosi causato dalla carenza di ferro, la pianta perde le foglie in seguito all’essiccamento dei bordi fogliari e l’intero sviluppo vegetativo si arresta. Se non si interviene ripristinando l’equilibrio chimico, la pianta deperisce e muore come per soffocamento.

Il lato positivo della carenza di ferro nelle piante è che non serve un’analisi chimica per scoprirla, perché il colore delle foglie (come si suol dire, le foglie ci parlano) è un buon rivelatore delle malattie delle piante. Anche la cura è abbastanza semplice e consiste nell’aggiungere la giusta dose di ferro al terriccio, cosa fattibile con i prodotti che si trovano in commercio.

Il ferro è assieme al magnesio uno dei principali costituenti della molecola della clorofilla, fondamentale per la vita delle piante. Inoltre è presente in alcuni degli enzimi che regolano i processi vegetativi, in modo particolare la respirazione. La carenza di ferro è un fatto grave per la pianta, ma abbastanza frequente nei terreni particolarmente calcarei.

Come detto, la clorosi ferrica da carenza di ferro è un fenomeno reversibile e con il trattamento corretto le foglie ritornano verdi. Di solito il problema si evidenzia in primavera nel primo periodo dello stadio vegetativo e si accentua man mano che le giornate si fanno più calde e aumentano le ore di luce.

Per non dover intervenire con una cura massiccia, la cosa migliore è prevenire i problemi causati da carenza di ferro correggendo l’equilibrio chimico del terreno. Lo si può fare bene in autunno aggiungendo ferro al terreno durante la preparazione o la vangatura, e poi la stagione successiva anche intervenendo se necessario anche con un fertilizzante fogliare a base di ferro.

Oltre alla carenza di ferro, le altre carenze che possiamo notare dall’analisi delle foglie sono: carenza di magnesio (manca clorofilla e la foglia appare stinta nella parte centrale); carenza di manganese (la foglia si imbianchisce fra le nervature e tende a cadere); carenza di zinco (le foglie rimangono piccole e i frutti non maturano).

Pubblicato da Michele Ciceri il 27 aprile 2014