Accumulatori salini, le batterie al bicarbonato

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Quando si parla di accumulatori tutti pensano alle batterie agli ioni di litio o a quelle a piombo-acido, sono davvero poche le persone che si proiettano ad accumulatori che funzionano con soluzioni saline, eppure esistono batterie dove catodo e anodo sono immersi in soluzioni innocue per l’ambiente, è il caso delle batterie al bicarbonato o delle italianissime batterie al sale. Prima di proporvi il modello di funzionamento di una batteria al bicarbonato ci soffermiamo sulle applicazioni italiane degli accumulatori al sale, divenuti un cult del settore della mobilità elettrica di alcuni paesi esteri.

La tecnologia delle batterie al sale è stata sviluppata dalla FIAM, Fabbrica Italiana Accumulatori Motocarri Montecchio. La FIAMM produce circa il 70% del suo fatturato all’estero operando in 60 paesi con 3300 dipendenti nel mondo e 1200 in Italia.

Nella sede italiana è stato creato il polo della ricerca dove si studiano innovazioni in campo degli accumulatori industriali, batterie al sale e degli avvisatori acustici. Nel centro storico di Roma il servizio dei piccoli bus elettrici utilizza proprio le batterie al sale e non solo: le batterie al sale della FIAMM sono utilizzate a San Paolo, in Brasile a Riyad in Arabia Saudita e sono affermatissime in altre parti del globo. Sebbene le più diffuse restano le batterie agli ioni di litio, sul mercato si stanno affermando altre soluzioni, proprio come quella offerta dalle batterie al sale, batterie al sodio cloruro di nickel realizzate già da qualche anno in Italia.

Queste batterie hanno un’elevata resistenza agli sbalzi termici e sono poco costose perché non utilizzando materiali rari. Perché vi abbiamo parlato delle batterie al sale? Semplicemente perché ogni occasione è buona per parlarvi del made in Italy!

Tornando agli accumulatori al bicarbonato, esso utilizza due lastre di piombo e vede l’impiego, come elettrolita, di una soluzione a base di bicarbonato di sodio. L’elettrolita è ottenuto sciogliendo in acqua mezzo cucchiaino da caffè di bicarbonato di sodio. Per caricare l’accumulatore le due lastre di piombo vanno collegate una al polo positivo ed una al polo negativo di una batteria da 4,5 Volt.

Pubblicato da Anna De Simone il 6 novembre 2013