Bacche di mirto: proprietà

Bacche di mirto

Bacche di mirto, consumate appena colte o utilizzate per preparare il noto e gustoso liquore, sono ricche di proprietà, da quelle digestive a quelle che riguardano la mente, la memoria, la lucidità. Il mirto inteso come liquore, sembrerebbe risalire addirittura al 1800 circa, sono di certo molti anni che i benefici delle Bacche di mirto sono a noi note. Assieme alle foglie, anche le bacche sono ad esempio ricche di flavonoli, utili per mantenere la mente lucida visto che impediscono il degrado dei processi neurali. Questo aspetto rende le Bacche di mirto ottime anche per una azione di contrasto dell’Alzheimer e della demenza.




Oltre alle bacche e alle figlie, del mirto si utilizzano anche i fiori da cui si ricava un’ essenza che viene utilizzata in campo cosmetico. La pianta, detta nel mondo scientifico Myrtus Communis, appartiene alla famiglia delle Mirtaceae, è sempreverde e cresce spontaneamente nella zona mediterranea. Quasi tutti legano il mirto alla Sardegna, a ragione, ma lo si trova anche nella vicina Corsica.

Bacche di mirto, sono commestibili?

Un etto di Bacche di mirto ci fornisce 20 calorie, si tratta di frutti commestibili che contengono oltretutto il mirtolo. Si tratta di un olio essenziale ricco di antiossidanti e principi attivi come ad esempio il mirtenolo, il geraniolo, il pinene, la catechina, i tannini, e poi anche zuccheri e resine. Il mirtolo, quindi anche le Bacche di mirto, contengono anche acido citrico, acido malico e vitamina C.

Appurato che sono commestibili, meglio precisare che come effetto collaterale potrebbe avere la comparsa di allergie cutanee, motivo per cui donne in gravidanza e ai bambini fino ai due anni di età è meglio che non mangino Bacche di mirto.

Vere e proprie controindicazioni nell’assunzione del mirto, però, non esistono. Anche le foglie della pianta sono commestibili e le troviamo piuttosto frequentemente ad insaporire piatti a base di carne e di pesce, oppure in infusi ben graditi se sorseggiati nella stagione fredda.

Bacche di mirto

Bacche di mirto: quando si raccolgono

Da novembre a fine gennaio possiamo tranquillamente dedicarci alla raccolta delle bacche del mirto, ovviamente se abitiamo in quelle zone in cui il clima va incontro al crescere e fiorire della pianta. Un clima dolce e mediterraneo, è quello che ci vuole. Se siamo interessati ai fiori, invece, dobbiamo aspettare che l’estate giunga al culmine, tra luglio ed agosto.

Bacche di mirto

Bacche di mirto: proprietà

Detto che le Bacche di mirto vengono il più delle volte consumate sotto formato di liquore, tipico della Sardegna, prodotto macerandole in alcool, voglio ricordare a chi già non lo sa, le preziose proprietà digestive che questa delizia possiede. Più in generale il mirto apporta benefici in caso di cancro alla prostata ed al seno e sono tuttora in corso studi su proprietà antitumorali legate ad altre simili problematiche.

Passando alle patologie che affliggono le vie respiratorie, si scopre che esistono effetti benefici anche in questi casi ma soprattutto attribuite alle foglie. Basta prepararne un decotto, addolcendolo con il miele, per lenire ogni infiammazione delle vie respiratorie, far diminuire il catarro e attutire gli sgraditi sintomi di una bronchite. Sempre le foglie possono aiutare chi soffre di asma e di stitichezza, grazie alle loro proprietà astringenti, mentre l’olio essenziale di mirto rafforza il sistema immunitario, cosa utile soprattutto durante la stagione fredda.

Bacche di mirto

Bacche di mirto: ricette

La più nota e apprezzata ricetta che vede protagoniste le Bacche di mirto è quella del liquore omonimo. Per ottenerne 3 litri servono 1 bottiglia da 1 litro piena di bacche mature di mirto, 1 bottiglia di Alcool a 90 gradi, 800 grammi di zucchero e 2 litri d’acqua. Riempiendo di alcool e chiudendo la bottiglia con le bacche di mirto, lasciamola in infusione al buio per una ventina di giorni in modo che la polpa assorba l’alcool. Poi scoliamo le bacche, conservando ovviamente l’alcool di infusione.

A parte facciamo bollire acqua e zucchero aggiungendo solo alla fine le Bacche di mirto che, nell’acqua, si addolciscono rilasciando il liquido residuo. Una volta raffreddato il composto, scoliamolo e aggiungiamo ad esso mezzo litro di alcool puro e anche quello ottenuto dall’infusione iniziale del mirto. Dopo un filtraggio finale possiamo gustare il nostro mirto, meglio se freddo.

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Pubblicato da Marta Abbà il 20 Dicembre 2016