VTOL Project Zero, l’aeroplano elettrico personale

Non tutti sanno che la prima “Aerocarper uso civile è stata omologata nel 1956. Un’Aerocar è un veicolo come la macchina ma disponde di ali e non ha bisogno di strade perché si sposta in cielo. Il settore delle auto volanti è davvero di nicchia. Sono poche le persone che si muovono con un veivolo personale e le sfide tecnologiche da superare sono ancora numerose. I

n primis vi è l’esigenza di una gestione delle autorizzazioni per integrare la mobilità aerea cittadina con quella degli spazi aerei nazionali. Per facilitare il tutto, nel garage di casa dovrebbe esserci un “drone”, ovvero un’Aerocar dotata di pilota automatico che segue una rotta predeterminata così da ridurre il rischio di incidenti aerei. Ma come saranno le aerocar del futuro? NNon certo a benzina! Con l’AgustaWestland Project Zero abbiamo assistito al primo volo alimentato da energia elettrica.

Il costruttore britannico AgustaWestland ha debuttato con il suo Project Zero facendo volare con un azionamento elettrico il VTOL. Il VTOL (Vertical Take-Off and Landing, letteralmente decollo e atterraggio verticale) è un aeroplano che ha la capacità di decollare a atterrare verticalmente, proprio come fa un elicottero, senza la necessità di lunghe piste. Un prototipo di aereo VTOL personale, la cosiddetta “automobile voltante” è il Moller Skycar M400.

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Il VTOL dell’azienda AgustaWestland si differenzia da tutti gli altri aeroplani a decollo e atterraggio verticale per la sua alimentazione, l’aeroplano è equipaggiato con motore elettrico alimentato da una batteria ricaricabile. Il Project Zero può essere utilizzato ad alta quota e può sfrecciare in ambienti poveri di ossigeno. E’ estremamente silenzioso, fattore da non sottovalutare se si vuole utilizzare il VTOL Project Zero per arrivare fuori città sorvolando il centro urbano!

Da un punto di vista militare, il Project Zero VTOL, essendo poco rumoroso può essere particolarmente adatto per alcune missioni, inoltre, non avendo un motore a combustibile può ovviare ai sistemi di rilevamento termico. Anche i sistemi di atterraggio e decollo sono stati modificati sostituendo quelli idraulici con sistemi elettrici.

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L’aspetto più emozionante del Project Zero sta nell’alimentazione delle batterie. Queste non hanno bisogo di colonnine elettriche o particolari ricariche a induzione: inclinando le eliche del Project Zero in posizione perpendicolare al vento, queste ruotano e si comportano come semplici turbine eoliche in grado di generare l’energia elettrica necessari alla ricarica. I primi prototipi di VTOL del Project Zero hanno già passato tutti i test effettuando numerosi voli sia nel 2011 sia nel 2012. Il Project Zero è munito di pilota automatico e… non mi dispiacerebbe averne uno in garage!

Pubblicato da Anna De Simone il 19 marzo 2013