Agricoltura Maya

Agricoltura Maya

Agricoltura Maya, agricoltura antica e “saggia” si potrebbe definire per via di molti metodi e scoperte che sono state preziose nella storia dell’evoluzione umana. Andiamo a scoprire cosa coltivavano e cosa mangiavano i Maya e come sono riusciti a utilizzare il loro territorio per auto sostenersi.



Agricoltura Maya: prodotti

Non è così semplice capire che tipo di prodotti avessero, dai campi, ma dallo studio dei pollini trovati nel sedimento dei laghi, si può ipotizzare che quelli più presenti nella agricoltura Maya fossero mais, manioca, semi di girasole, cotone, senza ovviamente contare anche le patate dolci, il cacao e i fagioli.

Questo è ciò che veniva coltivato in America centrale almeno fin dal 2500 a.C., i Maya erano comunque specializzati in patate dolci, cacao, fagioli e procedevano con metodi sofisticati come lo Shifting cultivation che li ha resi una popolazione longeva e sana, esempio per molte altre.

Nell’agricoltura Maya c’erano anche zone in cui venivano effettuate colture permanenti con terrazzamenti, coltivazioni forestali alternati a campi a maggese e specie spontanee.  

Agricoltura Maya: prodotti

Agricoltura Maya e allevamento

Non erano dei grandi allevatori, i Maya, e nell’agricoltura non utilizzavano molto animali da tiro e da basto. Certo avevano al loro fianco i cani, e altri pochi animali domestici, allevavano i colombi, i tacchini e le anatre mute, i fagiani, il lama peruviano, l’alpaca e la vigogna. I cani erano però molto presenti, proteggevano le loro case ma li accompagnavano anche a caccia. Secondo le loro credenze il cane che era la guida al mondo sotterraneo.

Altri animali, non allevati, venivano però venerati da questo popolo, come ad esempio avveniva per il giaguaro e per l’aquila che rappresentavano il sole, e poi c’è il quetzal, il bel uccello dalle piume verdi, che rappresentava il cielo e la vita. Il cervo e il serpente per i Maya rappresentavano la terra e il cielo, la scimmia invece proteggeva gli artisti.

Agricoltura Maya e civiltà

Molte pratiche di agricoltura Maya che un tempo hanno reso celebri questo popolo sono tuttora applicate dalle popolazioni Maya contemporanee che devono però adattarle ad un ambiente e ad un clima che non è più lo stesso a causa dei cambiamenti economici e climatici e alla presenza di fertilizzanti sintetici e pesticidi che modificano abitudini e performance dei campi. Ci sono anche dei cambiamenti culturali a cui far fronte, cosa non banale.

Se si guarda dall’alto il territorio dove un tempo regnava l’agricoltura Maya, tramite fotografie aeree, si nota la presenza di campi sopraelevati e canali per l’irrigazione, con aree di foresta pluviale che, un tempo, era ricca di piante con elevato valore economico.

Agricoltura Maya e civiltà

Agricoltura Maya e calendario

I Maya avevano un grande rispetto per la natura e anche nel praticare l’agricoltura Maya cercavano di conoscerla e di rispettarla, senza pretendere miracoli ma sfruttando al meglio ciò che clima e territorio offrivano loro. Anche lo studio del calendario e delle stagioni fa capire come questo popolo non avesse improvvisato la propria civiltà ma si fosse dedicato a lungo ad approfondire natura, in terra e in cielo.

Erano davvero all’avanguardia nello studio del cielo e di tutti i fenomeni astronomici, tanto da realizzare un calendario solare molto più preciso di quello europeo composto da 365,242 giorni, sbagliando di appena 17 secondi sulla reale lunghezza del periodo di rotazione della Terra. Al tempo stesso, erano anche molto legati al culto delle divinità: la religione affiancava il metodo scientifico.

I Maya prima di ogni attività di semina o di raccolta, si rivolgevano alla Natura per chiedere il permesso di raccogliere i suoi frutti. Stavano anche ben attenti a non prelevare dalla Terra più del necessario, per non sprecare

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Pubblicato da Marta Abbà il 29 giugno 2018