Abercrombie & Fitch e questioni etiche

 

Modelli all'ingresso di Abercrombie & Fitch

Abercrombie & Fitch, marchio tanto amato dai giovani, non fa altro che far parlare di sé. Il brand casual di lusso, da anni inciampa in questioni etiche e morali. Se nel 2010 il gruppo Safe Cosmetics dichiarava guerra al brand Abercrombie & Fitch, oggi a farlo è una fetta della popolazione inglese. Vediamo tutti i risvolti del caso.



Da sempre, il brand statunitense è stato accusato di politiche discriminatorie legate all’assunzione del personale, nello specifico dei famosi modelli seminudi diventati icona del marchio. Nel 2010 Abercrombie & Fitch torna nell’occhio del ciclone a seguito di una ricerca di Safe Cosmetics secondo cui la fragranza “Fierce” conterrebbe ben 11 componenti chimici non elencati sull’etichetta del prodotto e capaci di generare asma e allergie.

Nelle 44 pagine della ricerca di Safe Cosmetics furono elencate, senza reticenze, tutte le marche di profumi che contengono composti chimici non citati nell’etichettae con dovizia di particolari furono citate anche le possibili conseguenze negative per il consumatore.

L’accusa rivolta verso Abercrombie & Fitch verteva sul fatto che l’essenza veniva spruzzata più volte al giorno in tutti i punti vendita mettendo a rischio la salute di commessi e consumatori. Il caso aperto della Safe Cosmetics è stato presto dimenticato dai consumatori ma restano altri risvolti etici e morali che gli inglesi non hanno affatto intenzione di dimenticare!

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Pochi giorni fa, a Londra, un gruppo di manifestanti impeccabilmente vestiti, hanno fatto visita allo Store di Abercrombie & Fitch per opporsi allo scempio allestito dal brand. “E’ un’esperienza disgustosa” ha affermato Andy Pike a una reporter del celebre “The Guardian”. Andy Pike, analista finanziario di 47 anni non ha parlato affatto bene del brand ma nonostante ciò pare che abbia deciso di regalare una felpa Abercrombie & Fitch a suo nipote.

In effetti la Safe Cosmetics non aveva tutti i torti! Siete mai entrati in uno store di Abercombie & Fitch? Noi abbiamo fatto visita a quello londinese: l’aria è satura di profumo al limite della nausea e probabilmente un soggetto asmatico avrebbe grosse difficoltà a fare shopping li dentro. Inoltre vi è una musica fortissima, stile discoteca e in più le luci soffuse non aiutano, abbiamo avuto addirittura difficoltà con la scelta dei colori! Queste affermazioni ci fanno sembrare fuori “target”, forse un po’ troppo vecchi per il brand ma proviamo a dare del vecchio a un diciannovenne asmatico!

A Londra si manifestava a causa dei modelli svestiti. Gruppi di tutela per i diritti dei consumatori hanno chiesto più chiarezza nelle etichette di alcuni prodotti e… in un documento la PETA cita Abercrombie & Fitch come marchio dove trovare alternative cruelty free per un abbigliamento più etico. Insomma, questo marchio ne fa di scalpore, da un lato si parla di abbigliamento più etico e dall’altro di poco rispetto per il consumatori e la clientela.

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La verità che ogni fashionista sa bene è che la moda è una sfida all’audacia; essere alla moda significa provare stili nuovi per esprimere se stessi e se il brand Abercrombie & Fitch riesce a rappresentarvi, perché non acquistare i suoi prodotti? Magari se volete esprimere il vostro lato più compassionevole, come dice la PETA, prima di andare in uno store Abercrombie & Fitch procuratevi una torcia per leggere le etichette e assicurarvi che si tratti solo di tessuto in jeans o cotone organico, senza un grammo di animale aggiunto!

Pubblicato da Anna De Simone il 10 maggio 2012