Fabbriche per Robot, non per gli uomini

Impiegati o operai, in futuro il gli esseri umani non saranno più necessari per lavorare. Un articolo del New York Times spiega come l’uomo potrà essere sostituito dalla macchina. L’articolo di John Markoff si apre con l’esempio dello stabilimento Tesla di Fremont, qui i robot possono occuparsi delle saldature, rivettature, incollaggio e il montaggio di nuovi componenti.

In molte altre fabbriche, centinaia di lavoratori usano le mani e strumenti specializzati. Nello stabilimento Philips Electronics della costa cinese, gli operai impugnano la loro attrezzatura e producono rasoi elettrici. In una fabbrica gemella di Drachten, in Olanda, a produrre quei rasoi ci sono 129 bracci robotici che operano più abilmente degli esseri umani.

In questo tipo di fabbrica l’uomo ha solo un ruolo da supervisore. Il braccio del robot è chiuso in una campana di vetro perché i suoi movimenti sono talmente rapidi che il supervisore avvicinandosi potrebbe innavvertitamente ferirsi. Così i robot lavorano senza alcuna pausa caffé, 365 giorni all’anno.

Questo sembra essere il futuro, un’ondata di robot molto più efficienti degli umani. I robot sono ormai comunemente utilizzati nell’industria automobilistica ma pian piano stanno sostituendo i lavoratori di tutto il globo. L’esempio della fabbrica gemella della Philips Electronics, dove braccia meccaniche assemblano rasoi, è del tutto contrapposta a quella dell’Apple, dove gli stabilimenti dei paesi asiatici danno lavoro a centinaia di migliaia di lavoratori scarsamente qualificati per la produzione di elettronica di consumo.

“Grazie a queste macchine possiamo produrre qualsiasi dispositivo di consumo“, ha affermato Binne VIsser, ingegnere elettrico che gestisce la linea di assemblaggio della Philips di Drachten. La Foxconn, la società che si occupa di produrre gli iPhone su commissione di Apple, prevede di installare più di un milione di robot nel giro di pochi anni così da integrare la sua forza lavoro data dagli operai cinesi.

Questa svolta è possibile grazie ai costi in netta diminuzione è la crescente sofisticazione dei robot. Ciò solleva molte questioni su quanto rapidamente i posti di lavoro degli umani andranno perduti. Ma quanta energia elettrica ci vorrà per soddisfare il fabbisogno di tutte queste unità meccaniche? Da un punto di vista economico la fabbrica potrebbe guadagnarci: aumenta l’efficienza di produzione, diminuisce il numero dei salari, aumenta la bolletta elettrica, aumentano le emissioni di CO” e cresce il bisogno di sfruttare nuove fonti rinnovabili.

Via | New York Times

Pubblicato da Anna De Simone il 26 agosto 2012