670 milioni di euro per l’Emilia Romagna

E’ pronto un Fondo di solidarietà che vada a risanare l’economia dell’Emilia Romagna. Dopo il disastro del 20 maggio è necessario fornire alloggi, servizi di soccorso e strumenti per proteggere i patrimoni ambientali e culturali del territorio. La proposta arriva dalla Commissione europea: mai stanziata una somma di denaro così grossa.

A seguito dei terremoti che hanno colpito l’Emilia Romagna e, in minor parte, la Lombardia e il Veneto, il Commissario europeo per la Politica regionale, ha annunciato la proposta di stanziare 670 milioni di euro per l’Italia. Quando si parla di Fondo di solidarietà dell’Unione europea (Fsue), 670 milioni di euro sono la somma più alta mai stanziata in tutta la storia d’Europa.

Nella nota allegata alla proposta, si legge: «è coprire gli enormi costi di ripristino delle infrastrutture essenziali e di fornitura di alloggi e di servizi di soccorso nonché proteggere il patrimonio culturale della regione». L’Italia ha presentato domanda di aiuto per accedere al Fondo di solidarietà lo scorso 27 luglio, entro il termine di dieci settimane dalla data in cui si è verificato il primo danno -la prima scossa sismica è avvenuta il 20 maggio 2012-.

Le autorità nostrane hanno stimato danni diretti per 13,3 miliardi di euro, tre miliardi in più rispetto ai danni record registrati con il terremoto dell’Aquila nel 2009. La prima fase sarà quella di fornire strutture ricettive provvisorie per ospitare le 43.000 persone sfollate. Per questo passo occorrono circa 465 milioni di euro e le abitazioni provvisorie saranno disponibili agli sfollati per un massimo di tre anni. I servizi di soccorso hanno un costo stimato di 60 milioni di euro e occorrono quasi 90 milioni di euro per riparare le infrastrutture necessarie.

Il sostegno europeo è fondamentale per gli abitanti dell’Emilia Romagna, è necessario far ripartire l’economia locale e per farlo bisogna ricostruire. L’Emilia Romagna è sempre stata vista come un punto di eccellenza per la sua produzione industriale, manifatturiera e per per il settore agricolo. Nelle zone terremotate, ora più che mai è necessario agire e il Fondo di Solidarietà servirà per creare occupazione e portare nuova linfa alla Regione. A pensarla così è anche l’eurodeputato Salvatore Caronna che sollecita lo snellimento della burocrazia: «adesso si attuino al più presto tutte le procedure burocratiche necessarie a far arrivare quanto prima i fondi sul territorio».

Pubblicato da Anna De Simone il 24 settembre 2012