Yurta: la casa ecologica dei nomadi

Yurta

Yurta, detta anche iurta o jurta, è il nome che in mongolo sta ad indicare una tipologia di abitazione singolare, per lo meno per chi è abituato a vivere tra palazzoni e palazzine. E’ invece “normale” per i popoli nomadi dell’Asia tra cui mongoli, kazaki e uzbeki. In molte zone della Mongolia, infatti, nonostante l’avanzamento dell’urbanizzazione, restano ancora presenti nel paesaggio, tenendo viva una tradizione che oggi, rivista, diventa una innovazione, fonte di ispirazione anche per altre culture tipo la nostra occidentale.



Yurta mongola: la tenda stabile ma smontabile

La Yurta è nata per essere da un lato stabile, quindi un riparo sicuro, ma dall’altro anche smontabile, perché se un popolo è nomade si deve spostare. Da sempre sono abitazioni costruite partendo da uno scheletro di legno e una copertura di tappeti di feltro di lana di pecora.

Le dimensioni possono variare a seconda delle esigenze, l’aspetto a seconda dei gusti, essenziale è che la yurta possa essere smontata, spostata e poi rimontata assemblata in un tempo relativamente breve: si adatta quindi bene a uno stile di vita in breve, per non dover restare senza un luogo in cui dormire per lungo tempo.

All’interno ci deve essere spazio per vari letti, ma anche per i mobili strettamente necessari per il giorno: sedie, armadietti, un tavolo per mangiare.

Yurta

Nella varietà di modelli di yurta, la costante è l’apertura, unica e sempre rivolta a sud. La divisione degli spazi di solito rispetta uno schema fisso, ma che si può anche non rispettare se si hanno particolari esigenze. Accanto alla zona giorno si dovrebbe sistemare il capofamiglia, i lati sono destinati a figli, la cucina è invece all’ingresso. Per permettere al fumo di uscire, serve che la yurta abbia una copertura apribile, se arriva un ospite inatteso, verrà sistemato sul lato nord.

Yurta in Italia: permessi

In Italia non è molto pratico costruire una yurta alla maniera mongola al 100%, ci sono materiali differenti a disposizione e va tenuto conto che il clima e le esigenze, e anche il contesto paesaggistico, sono totalmente diversi.

Per le yurte urbane è necessario ad esempio un basamento per elevare il pavimento almeno di qualche cm. La pavimentazione può essere anche essere di tipo occidentale, da coprire con stuoie o tappeti se si vuole creare atmosfera.

Il problema non è l’atmosfera, però, bensì la normativa. In Italia esiste un vuoto normativo, il concetto di yurta non esiste ufficialmente quindi non sono state ancora definite regole, modalità e strumenti dell’edificazione in autocostruzione. Ci sono in realtà delle norme risalenti al 2011 e al 2008 che parlano di “lavori fatti in autonomia” ma certo non sono ad hoc per case intere autocostruite che sono cose ben diverse.

Yurta

Anche l’idea di “costruzioni temporanee” è ancora solo accennata nelle norme, come di “strutture assimilabili, per dimensioni e caratteristiche funzionali, a dei manufatti edilizi ma destinate ad un uso circoscritto nel tempo ed a soddisfare esigenze che non abbiano il carattere della continuità. Le loro caratteristiche (materiali utilizzati, sistemi di ancoraggio al suolo etc.) devono essere tali da garantirne una facile rimozione”. Questa dovrebbe essere la yurta.

Come costruire una yurta

Esistono molte soluzioni tecnologiche differenti per realizzare yurte, è importante capire le condizioni al contorno per scegliere forme e materiali più adatti.

Si parte da un telaio che va realizzato con cerchiature in tensione e centinature curve in compressione che diano rigidezza alla struttura in modo che il vento non sia una minaccia alla sua stabilità. L’assemblaggio consiste nel legare in forma circolare un’intelaiatura costituita da segmenti di legni incrociati secondo un motivo a “x”, poi si piantano due pali al centro e gli si collegano altri pali di sostegno collegati al telaio inferiore.

Passando alla copertura della yurta, servono stuoie e tappeti di feltro da sovrapporre tenendo conto che più c’è feltro più farà caldo all’interno. Una volta ricoperto di stuoie anche il pavimento non resta che arredare gli ambienti.

Yurta

Yurta: prezzi

Si parla di spazi e pur essendo smontabili, i prezzi vanno a mq. Per una yurta di 20 mq si pagano circa 3000 euro circa ma si può anche arrivare ai 20mila euro se si desiderano 100mq a disposizione.

Yurta nel bosco: l’associazione culturale

Non è una tenda mongola ma un’associazione culturale con sede ad Arona (NO), promuove attività socio-culturali per la valorizzazione del patrimonio naturale. E’ green la yurta nel bosco e la si trova in line.

Sul sito ufficiale www.layurtanelbosco.it è possibile essere aggiornati su incontri, laboratori, spettacoli teatrali, performance artistiche, campus estivi per bambini dai 3 ai 10 anni e famiglie e su tutto ciò che man mano questa realtà propone. L’obiettivo è quello di insegnare ad ascoltare la natura per conoscerla meglio ed amarla, attraverso l’esperienza diretta, lasciando da parte i metodi che propongono una didattica preconfezionata.

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Pubblicato da Marta Abbà il 14 aprile 2017