Terra rinforzata fai da te

Terra rinforzata, sempre più in voga negli ultimi tempi e non nel campo della cosmesi, ma dell’ingegneria “naturalistica” perché si tratta di un intervento che risulta utile e meno impattante di altri. Vediamo dove e quando ma soprattutto perché è da preferire, fatte le opportune verifiche di sicurezza.



Terra rinforzata

La terra rinforzata è ciò che è, è terra con dei rinforzi al suo interno. La si introduce nel paesaggio al posto dei “classici” muri di cemento, molto più impattanti a livello ambientale oltre che visivo. Si può fare questo cambio di opera ingegneristica solo in alcune situazioni, ad esempio quando questi muri sono situati sottostrada, come spalle di ponti oppure come barriere antirumore e opere di mascheramento.

Terra rinforzata muro

Il preferire la terra rinforzata al muro di cemento si deve principalmente al minore impatto ambientale soprattutto con la finitura a verde finale (risultante dalla crescita del manto erboso), alla possibilità di reperire in loco i materiali di riempimento (terra e pietrame), notevole elasticità a seguito di sollecitazioni naturali quali per esempio i terremoti, alla possibilità inoltre di intervenire in zone di difficile accessibilità da parte di mezzi pesanti e infine alla semplicità di posa eseguibile anche da manodopera non specializzata.

Terra rinforzata fai da te

Non è banale realizzare una struttura di terra rinforzata da soli, servono strumenti adatti e anche un po’ di nozioni tecniche e riguardanti la sicurezza dell’opera, durante e dopo la sua produzione. Serve ad esempio un cassero a perdere sagomato in rete metallica, che possa seguire il profilo del pendio, serve anche una geogriglia con cui “avvolgere” il cassero.

Questa ultima operazione ci fa capire che realizzare una separazione con terra rinforzata col fai da te non è affatto banale ma è un passo necessario, quello della geogriglia, per dare un sostegno strutturale al riempimento.

Non è finita: il passo successivo è quello di prendere una stuoia che possa trattenere il materiale fine mentre riempiamo il tutto.

Terra rinforzata con geogriglie

Le geogriglie sono un elemento costruttivo essenziali della terra rinforzata assieme al terreno di riempimento che ovviamente è necessario. Quest’ultimo di solito viene preso sul posto, cercando di evitare trasporti inutili e che inquinano anche.

La sua presenza è importante perché è proprio il terreno a dare all’opera la capacità di resistere alla compressione. Veniamo alle geogriglie che servono sostanzialmente da rinforzi, conferiscono resistenza a trazione e fanno quindi aumentare la resistenza al taglio del terreno stesso.

In fase di verifica della terra rinforzata, ci sono due “check” da fare che riguardano proprio le nostre geogriglie: la verifica allo strappamento (tie-back) e quella allo sfilamento (pull-out).

Sono molto importanti per capire come la terra rinforzata si comporta sotto carico costante nel tempo, non è scontato che resista a tutto perché ci sono geogriglie in poliestere, polietilene ad alta densità o altre fibre che possono essere soggette al fenomeno di creep. Si tratta della deformazione a carico costante: quando il carico supera un certo limite, nel tempo la terra rinforzata può arrivare alla rottura.

Terra rinforzata: verifiche

Oltre alle verifiche relative alle geogriglie sono utili e necessarie quelle che vanno a indagare in merito alla stabilità globale e del pendio su sui stiamo intervenendo.

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Pubblicato da Marta Abbà il 17 gennaio 2018