Senape: pianta e sua coltivazione

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Senape: pianta e coltivazione. L’uso dei semi di senape per la preparazione della salsa fatta in casa. Come coltivare la senape, specie e varietà.

Quando parliamo di senape, in genere, facciamo riferimento a una salsa dal sapore più o meno piccante ma con lo stesso termine si possono identificare diverse piante. La senape, infatti, è prodotta a partire dai semi di diverse piante, le due specie di piante più popolari sono:

  • Brassica nigra, senape nera
  • Sinapis alba, senape bianca
  • Brassica juncea, senape bruna o senape cinese

Le piante differiscono per forma dei fiori, foglie, fusto e anche per il baccello contenente i famosi semini.

Senape: pianta

La pianta di senape è un arbusto annuale che può raggiunge un’altezza fino a 2 metri. E’ dai piccoli fiori, bianchi o gialli, che si sviluppano disposti a pannocchie, che si sviluppa il “frutto”.

Il frutto della pianta di senape è un baccello che può essere, in base alla varietà della pianta e la specie, liscio o peloso. E’ nel frutto che sono contenuti i numerosi semi a partire dai quali si produce la salsa di senape.

I semi di senape sono piccoli e rotondi e, in base alla varietà e alla specie della pianta di partenza, possono variare in termini di colore e sapore. I semi di senape possono essere color sabbia, marroni o neri. Abbiamo già parlato, infatti, di senape nera, senape gialla o senape bianca.

La pianta di senape ha origini molto antiche: testimonianze dell’uso di questa pianta risalgono al I secolo d.C. L’uso della pianta di senape è nato a scopo medicinale, probabilmente, secoli fa sei usava la specie Brassica arvensis, detta senape selvatica.

Nel medioevo, in Europa, la pianta di senape era l’unica “pianta medicinale” coltivata anche dai contadini, non perché fosse di facile coltivazione ma perché si trattava di una spezia a buon mercato, l’unica che i contadini medievali potessero permettersi. Nell’antica Roma, la pianta di senape si sfruttava per le proprietà antiossidanti: si usava come conservante per il mosto e il vino, in sostituzione dei più recenti solfiti. Solo in secondo momento, in Europa la senape iniziò a essere usata in cucina, come condimento e spezia.

Semi di senape

Come premesso, i semi di senape possono variare in termini di aroma e colore, possono differire anche in termini di peso e grandezza. L’aroma dei semi di senape polverizzati è più o meno intenso, in base alla specie. Il sapore è descritto come piccante: l’aroma dei semi di senape è liberato dai semi polverizzati quando i composti in essi contenuti entrano in contatto con l’acqua.

Salsa di senape

La salsa di senape è diffusa in tutto il mondo: tra le più note spicca quella italiana, cioè la senape di Digione, apprezzata al pari della senape di Bordeaux. Sono conosciute anche la salse di senape inglese (più gialla perché arricchita con curcuma) e la salsa di senape tedesca che spesso viene aromatizzata alle erbe.

Se stai pensando di fare la salsa di senape o impiegarla in cucina, sappi che puoi aromatizzarla in molti modi e puoi servirla sia su portate di pesce che di carne. Le tartare di manzo possono essere arricchite con ciuffi di senape così come una grigliata di pesce può essere insaporita con della senape naturale. Per tutte le istruzioni su come usare la salsa di senape in cucina, ricette e consigli sulla preparazione, ti rimandiamo alla pagina dedicata: senape fatta in casa.

Come coltivare la senape

La pianta di senape si può coltivare facilmente: tutte e tre le specie citate si possono coltivare con semplicità, senza interventi o tecniche agricole particolari.

La senape è una pianta rustica, ciò significa che è molto resistente. Per la sua coltivazione ricorda queste semplici indicazioni:

  • La pianta preferisce un terreno calcareo e argilloso… trattandosi di una pianta rustica si adatta bene a ogni tipo di suolo.
  • Preferisce un’esposizione soleggiata, il sole è necessario soprattutto al momento della semina, per consentire ai semi di germogliare.
  • Il periodo di semina cade in primavera, con temperature notturne che non scendono mai sotto i 10°C.
  • Semina in “buchette” distanziate di 15-20 cm. La parola “buchette” è virgolettata perché i semi vanno solo interrati superficialmente, quindi coperti da un esile strato di terreno.

I semi germogliano nel giro di 10 giorni. I getti più giovani si possono usare per insaporire le insalate: della senape, infatti, non si usano solo i semi per preparare la salsa ma anche le foglioline più giovani.

Pubblicato da Anna De Simone il 28 Maggio 2019