Sedentarietà: come combatterla

Sedentarietà

Sedentarietà, una pessima abitudine che, considerando i rischi che comporta, è da considerare una malattia. Se non si hanno dei buoni motivi per fare i pigri, è bene darsi una mossa perché la sedentarietà può creare molti problemi, l’obesità è uno di essi e non è l’unico, anzi!



Soprattutto nei Paesi più ricchi, questa attitudine a stare troppo fermi ha fatto aumentare le patologie gravi come le malattie cardiovascolari e metaboliche, facendo alzare anche le spese sanitarie a carico di tutti, anche di chi sedentario non è, e, ad oggi, è una minoranza virtuosa, sia in Italia sia in Europa.

Sedentarietà: come combatterla

Per combattere la sedentarietà non occorre prendere farmaci, la medicina non si compra ma si trova dentro di sé. Si chiama forza di volontà. E’ importante imporsi di fare attività fisica almeno 3 volte alla settimana con una intensità medio-alta, per un totale di almeno 3 ore settimanali.

In alternativa, se l’intensità alta ci spaventa, e anche quella media, possiamo optare per 30 minuti al giorno di moderata attività fisica, come salire a piedi le scale o camminare nel verde riflettendo o chiacchierando. Se siamo sovrappeso, i minuti di camminata dovrebbero essere 60, ma basta a volte camminare per dimagrire, come spieghiamo nell’articolo dedicato.

Sedentarietà

Sedentarietà bambini

La sedentarietà nei bambini non è affatto rara, anzi, sia in Europa sia in Italia, si può parlare di situazione preoccupante. Solo un terzo degli adolescenti del nostro continente fa l’attività fisica che dovrebbe, alla sua età, e questo porta ai tassi di obesità infantile che conosciamo, perché i bambini europei e italiani non sono molto più attivi degli adolescenti.

Anche dai 15 anni in su, l’atteggiamento resta sedentario: gli italiani sono fra i più pigri d’Europa, perfino, visto che il 60% sembrerebbe non svolgere mai sport o attività fisica mentre la media europea si attesta sul 42%.
Per approfondire la sedentarietà nei giovani c’è il libro “Sedentarietà ed obesità giovanile” di Carmelo Bazzano e Mario Bellucci.

Sedentarietà

Sedentarietà: sintomi

I sintomi della sedentarietà non sono subito visibili, tranne che per l’aumento di peso che spesso ne consegue. Non è scontato, però. Ci sono altri segnali come ad esempio il calo del tono muscolare e della reattività, anche l’umore nei soggetti secondari, alla lunga, è basso.

Sedentarietà: rischi

Partiamo dal rischio maggiore: la morte. Da recenti studi emerge che ogni anno in Europa circa il 10% circa dei decessi può essere causato dalla sedentarietà, un “male” vero e proprio, al pari dei vizi come la pessima alimentazione e il tabacco.

Quando si è inattivi, aumenta il rischio di tumori maligni al seno, al colon e al retto, anche di diabete mellito e di ischemie cardiache.

Sedentarietà

Sedentarietà e obesità

L’inattività conclamata e l’esagerato aumento di peso sono strettamente legati. E’ logico ed anche dimostrato dai dati. L’Europa è una delle zone del mondo con più persone sedentarie e anche con più persone obese: in 46 paesi oltre la metà degli adulti sono almeno in sovrappeso, a volte addirittura il 70% della popolazione adulta. Quasi 9 paesi su 10 di questi è in Europa.

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Pubblicato da Marta Abbà il 26 agosto 2017